Omar Rashid: “La realtà virtuale è il linguaggio del futuro”

Omar Rashid è senza dubbio un innovatore in campo audiovisivo: è regista, produttore di video in virtual reality e fondatore di Gold. Al Digital Media Fest, il festival fondato e diretto da Janet De Nardis, ha vinto con FIRENZE VR il premio Rai Cinema Channel e il premio Finmark (LEGGI ANCHE: Calato il sipario sulla prima edizione del Digital Media Fest: tutti i vincitori).

Come nasce la tua passione per la realtà virtuale?

Più che di realtà virtuale sono appassionato di nuovi linguaggi. Da sempre sono affascinato dal cercare il modo più adatto a raccontare un certo tipo di contenuto.

Che rapporto c’è tra realtà virtuale e cinema?

Ci tengo a chiarire subito che si tratta di due linguaggi diversi, come il teatro e il cinema.
Esattamente come il cinema ha trovato il suo spazio rispetto al teatro, credo che succederà la stessa cosa con il linguaggio della realtà virtuale.
Per ciò che riguarda il mio personale approccio a questo mezzo, cerco di utilizzarlo nel modo più vicino al cinema ovvero mantenendo come unica interazione possibile l’esplorazione a 360 gradi in un contenuto lineare. Mi spiego meglio: quando si parla di realtà virtuale si entra quasi sempre nel mondo videoludico e in quest’ambito ovviamente le potenzialità sono infinite, come poter fare film interattivi in cui le nostre scelte possono spostare la narrazione verso direzioni diverse. Ecco, quello che cerco di fare io esplora solo in minima parte questo potenziale e si limita a sfruttare solo la possibilità di poter vedere la scena a 360°, mentre la struttura narrativa rimane molto più vicina al cinema che conosciamo, con riprese video reali e con un inizio e una fine.
Ovviamente mi piace l’idea di poter esplorare anche altri tipi di interazione, ma il mio obiettivo, prima di poter fare altri passi, è quello di padroneggiare il più possibile la grammatica di questo nuovo linguaggio visivo.

Sei il vincitore del premio Rai Cinema Channel al Digital Media Fest: a chi dedichi questo premio?

Indubbiamente al mio team di Gold, la mia famiglia, mia moglie Margherita e la mia quasi neonata figlia Iris.

Omar Rashid

Quanto sono importanti eventi come il Digital Media Fest per promuovere il lavoro di creativi come te e per permettere sempre di più, a tecnologia e narrativa, di incontrarsi?

Sono fondamentali. Siamo in una fase in cui l’unica attenzione verso questo nuovo mondo è destinata agli addetti ai lavori ed eventi come questi sono l’occasione per raccontare all’esterno che c’è un universo che freme dalla voglia di essere conosciuto.

Attualmente a quali progetti stai lavorando?

Chi mi conosce lo sa. È dura per me concentrarmi su un solo progetto alla volta. Al momento ho diversi progetti in lavorazione, sia in realtà virtuale che “tradizionali”, sia documentaristici che narrativi.

Musica, branded, tecnologia: qual è il futuro della realtà virtuale?

Come dicevo, il mondo della realtà virtuale è molto più vasto di ciò che percepiamo. Personalmente penso che lentamente (ma neanche troppo) pervaderà quasi tutti gli aspetti della nostra vita. Se ci pensate bene si tratta solo di un modo diverso di fruire di uno schermo, cosa che ormai fa parte del nostro quotidiano in modo quasi imprescindibile.

Loading...

Un pensiero riguardo “Omar Rashid: “La realtà virtuale è il linguaggio del futuro”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Show Buttons
Hide Buttons