Tra talento e passione: intervista a Claudio Guerrini

Anche se è diventato famoso “mettendoci la voce”, il grande talento di Claudio Guerrini, storico conduttore di Radio Dimensione Suono, ha trovato modo di esprimersi anche al di fuori di uno studio radiofonico.

Un percorso unico nel panorama della radiofonia italiana quello di Claudio, che ha già alle spalle una notevole carriera televisiva: dopo varie esperienze (tra cui La7, Rai 5 e Real Time) è approdato su Rai 1 come inviato all’interno del programma “Buono a sapersi” condotto da Elisa Isoardi. Ma non solo: cura una rubrica sul settimanale “Vero” e, insieme a tanti altri colleghi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, ha dato il suo sostegno a “Denuncialo”, la campagna fotografica di sensibilizzazione contro la violenza di genere che vuole esortare le donne a denunciare gli abusi subiti.

Claudio racconta questo momento d’oro per la sua vita professionale.

In questi anni a RDS sono passati i più grandi artisti. Ti ricordi un incontro che tu definisci speciale?

Più di uno! Ricordo bene la giornata passata con un incredibile e disponibile Will Smith (con cui ho fatto un pezzo rap che non dimenticherò mai) o la serata speciale con Shakira (che mi ha anche dato un bacio totalmente inaspettato). Proprio pochi giorni fa ci è venuta a trovare Laura Pausini, forse l’artista italiana più vera, spontanea, sincera che io abbia conosciuto. Intervistarla non è piacevole, è semplicemente uno spasso!

Ultimamente sei impegnato anche in televisione come inviato nel programma “Buono a sapersi” su Rai 1. Dallo studio di una radio al contatto diretto con la gente!

Avendo cominciato la carriera con tante serate nelle piazze e nei locali, il contatto diretto con la gente non mi è mai mancato. Certo, quando sei in onda tutti i giorni su Rai1 è un po’ diverso! La gente che frequenta i mercati è assolutamente eterogenea, trovi di tutto, proprio come sui banchi della frutta! C’è chi ti riconosce, chi ti chiede un selfie, chi si vergogna e chi si mette in gioco. È una nuova affascinante esperienza che sto facendo grazie a Elisa Isoardi, al capo autore Casimiro Lieto e a tutto il fantastico team di “Buono a sapersi”. Mi hanno chiamato e accolto fin da subito come uno di famiglia…

Ti piacerebbe continuare con la tv?

In tv ho cominciato seriamente nel 2012 con “Tutto in 48 ore”, un talent cinematografico per Rai 5. Da lì in poi sono arrivate nuove esperienze con La7, Sportitalia, Gold Tv, e molte ospitate in programmi Rai. Proseguire questo percorso è proprio quello che mi auguro, cercando di meritare l’affetto della gente e l’attenzione degli addetti ai lavori.

E’ più meritocratica la radio o la televisione?

In Italia c’è un deficit evidente di meritocrazia che riguarda da sempre molti settori della società civile: politica, scuola, sanità… Il mondo dello spettacolo non poteva restarne estraneo. Ma col tempo, sia in radio che in tv, se non piaci al pubblico gradualmente esci dalla partita o finisci relegato in ruoli marginali. La selezione alla fine porta i migliori a emergere. Con qualche fisiologica eccezione.

Radio, tv… ma anche una tua rubrica sul settimanale “Vero”. E’ stata sempre una tua passione la scrittura?

No, ma l’ho riscoperta proprio grazie a “Vero” e all’intuito geniale del direttore Laura Bozzi. A scuola prendevo sempre 6 perché, dicevano, scrivevo bene ma non mi impegnavo. Ecco, per “Vero” mi impegno molto, e spero che i risultati si vedano!

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A luglio scorso sei salito sul palco del Modena Park per presentare il concerto record di Vasco Rossi. Una bella emozione!

Più che bella, grande… enorme! Ero abituato agli stadi, ma 220.000 persone tutte insieme che mi ascoltavano e che cantavano con me non le avevo mai viste. E, temo, non le rivedrò mai! Spettacolo puro, adrenalina a mille. Ma attenzione, io do tutto anche davanti a dieci persone… Il vero professionista dovrebbe dare il massimo sempre!

claudio guerrini denuncialo

Sei testimonial della campagna di sensibilizzazione “Denuncialo” di SolariaLab. Qual è l’obiettivo di questo progetto?

Portare quante più donne possibile a denunciare chi usa qualsiasi tipo di violenza, fisica o psicologica. Fin da subito, dai primi preoccupanti segnali. È in quei momenti che ci si può giocare un futuro oscuro e terribile o addirittura la vita.

I dati, peraltro, dicono che una donna su tre è vittima di abusi ma solo una piccola parte denuncia. Qual è il motivo secondo te?

Paura. Principalmente la paura. Di subire ulteriori ritorsioni, di non essere capite o ascoltate fino in fondo. Di non essere adeguatamente tutelate. In Italia da tempo c’è scarsa fiducia nelle istituzioni. Io vi posso dire che nelle forze dell’ordine ci sono persone straordinarie che ce la mettono tutta per aiutare chi è in difficoltà. Talvolta i mezzi a loro disposizione sono scarsi e poco efficaci. Ma chiedere aiuto a loro è sempre la via migliore per uscire dal tunnel del terrore e dell’ingiustizia.

Dopo #MeToo e Time’s Up, anche in Italia è arrivata la protesta contro le molestie di genere nello spettacolo: “Dissenso Comune”. Cosa pensi di questo sottobosco emerso negli ultimi mesi? Peraltro in un ambiente lavorativo che ti tocca da vicino.

Penso che molto di quello che è uscito sia vero e preoccupante. Ma credo che una buona parte sia diventata a un certo punto quasi una moda. È arrivato tutto troppo insieme, con modalità a volte sospette. E poi ricordiamoci che prima di emettere un giudizio definitivo bisogna sempre sentire l’altra parte. È un argomento davvero delicato, si può passare dalla ragione al torto in un attimo. Troviamo i colpevoli, ma solo dopo indagini accurate e riscontri concreti. Molestare e usare violenza sono reati gravissimi, ma anche distruggere carriere in un giorno con superficialità è una pericolosa e ingiusta operazione.

di Sacha Lunatici

Guarda lo spot della campagna “Denuncialo”:

 

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