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Claudia Conte: “Il mondo ha tanto da imparare dalle donne”

Attrice, presentatrice, autrice, events producer, Claudia Conte è tornata alla 16a Festa del Cinema di Roma con il suo progetto da lei stessa ideato “Women in Cinema Award”, premio internazionale che valorizza le donne. Si occupa in prima persona, attraverso l’espressione artistica e in particolare l’audiovisivo, di progetti e campagne con tematica sociale e nel novembre 2021 sarà di nuovo in libreria con “La legge del cuore“, storia di mafia per Armando Curcio Editore.

Claudia, come nasce WiCA?

Il premio vuole mostrare che il mondo è pieno di donne in grado di eccellere: se fosse dato loro più spazio e riconosciuto il loro talento non sarebbe difficile migliorare tanti aspetti della società e rendere più equilibrato e sostenibile lo sviluppo sociale.

Quali donne del cinema avete premiato in questa edizione?

Il Premio alla carriera è stato assegnato a Milena Vukotic, un nome che evoca immediatamente l’unione di uno straordinario talento artistico ad un’enorme carica umana. È un modello per tutte le attrici, soprattutto per le giovani. Un’artista raffinata, intelligente, sensibile, che regala grazia a tutto ciò che fa. Le nostre premiate hanno tutte un forte carattere e un enorme talento, un onore premiarle.  

E poi?

Tra le premiate anche Carolina Crescentini, Francesca Calvelli e Valia Santella, tre modi diversi di declinare il talento femminile. Tre donne eccezionali a cui l’Academy di giornaliste che sostiene WiCA ha voluto rendere omaggio. Carolina Crescentini è un’attrice versatile, intensa, fuori dai canoni comuni, che si esprime sempre al meglio e abbraccia i progetti con intelligenza e coraggio senza paura di interpretare anche ruoli scomodi. Valia Santella è una sceneggiatrice raffinata, che sceglie con cura le storie con le quali misurarsi e Francesca Calvelli è una delle nostre montatrici più importanti.

Se non erro esiste anche il premio speciale per il sociale…

Sì, esatto! Il premio speciale per il sociale è andato a due personalità all’apparenza distanti, Paola Turci e Barbara De Angelis. Tengo particolarmente a questo premio. L’impegno per gettare le basi di una società differente dovrebbe essere per tutti quotidiano, ci sono però persone che per il ruolo pubblico che rivestono fanno la differenza e altre invece che la differenza la fanno lavorando silenziosamente. 

Cosa può fare un premio?

Indicare la direzione verso cui andare. Ricordare, grazie alle nostre premiate, che le donne sanno essere creative, inventive pur restando concrete. Non siamo certo noi a dover elaborare le strategie politiche e sociali per arrivare alla parità, però WiCA può far riflettere in modo positivo su quanto potenziale inespresso è nascosto intorno a noi. Le donne possono essere straordinarie imprenditrici, scienziate, ricercatrici purché si capisca che tramite loro la società può migliorare. Il nostro non è solo un premio: è un modo per ribadire che se si ha il coraggio di mettere la donna al centro del cambiamento i risultati arrivano.

E lei, come giovane donna impegnata in un premio dedicato all’empowerment femminile, come vede il suo futuro?

Spero di poter crescere in un mondo in cui ci possa essere davvero parità nel lavoro e nella società, e per parità intendo anche salariale. Porto avanti i miei progetti artistici e di imprenditrice, mi occupo di eventi e occasioni di confronto/incontro focalizzati sul sociale e sullo sviluppo sostenibile, con la prospettiva di dimostrare prima di tutto a me stessa che posso centrare gli obiettivi prefissati. E questo sempre in uno spirito positivo e di collaborazione. Se c’è una cosa che ho imparato dalle donne è questa: unite e uniti si progredisce più facilmente e con il sorriso.

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