Come stai? Che momento è della vita?
E’ un momento meraviglioso. E’ iniziata una seconda vita. Sono sempre stato molto contento, ma da quando ho ritrovato Maria ed è nato Gabriele è iniziato un nuovo corso emotivo e lavorativo. Adesso sto anche prendendo parte al nuovo film di Christian De Sica e ho iniziato a studiare recitazione.
Come procedono i preparativi per il matrimonio?
Ci sono due visioni: per Maria non c’è nulla pronto ancora, io invece ti dico che è già tutto organizzato. Volevamo una festa intima tra parenti e pochi amici in un bel giardino.
Tu sei pronto al sì?
Prima di incontrare Maria non avevamo mai sentito il bisogno di un matrimonio. All’inizio lei non voleva sposarsi, il nostro legame era stato già suggellato con l’arrivo di un figlio. Oggi sono felice di fare questa cerimonia, anche per tutelare Gabriele e poter presentare a tutti Maria come mia moglie.

Questo matrimonio non è passato inosservato. Ti piace o questa cassa di risonanza del successo è un peso?
Noi facciamo un mestiere in cui, anche attraverso la televisione, siamo sicuramente amplificati. Per me non è mai stato un peso schiacciante il successo, anzi. La gente mi ferma per farmi complimenti e quando mi incontrano mi chiedono: “Come sta suo figlio?”. Quindi per le persone sono davvero uno di famiglia.
Se ti dicessi 1 settembre 1987, a cosa pensi?
Ti sei informato bene! (sorride, ndr) E’ stata la mia prima lezione di ballo di coppia. Andai accompagnato dai miei genitori e così cominciai.
Ho scoperto che i tuoi genitori da piccolo ti portavano sempre con loro a ballare il sabato sera. Un po’ profetico, no?
I miei genitori sono stati sempre dei grandi appassionati di ballo. Io stavo sempre con loro e mi divertivo. Poi mi hanno iscritto in una scuola di ballo ed è andata bene.

Ballando con le stelle ti ha cambiato la vita. Qual è stato il momento più bello e quello più intenso durante le 20 edizioni?
Questo programma mi ha cambiato e mi ha dato una grande opportunità. Io e Natalia Titova facevamo competizioni e poi siamo approdati in questo programma. Grazie a Milly e Ballando io oggi posso fare davvero tanto altro. La prima edizione è stata la più magica, nessuno sapeva cosa sarebbe accaduto e che vent’anni dopo saremmo stati qui a parlarne. Sicuramente è stata anche la più intensa, proprio perché eravamo inconsapevoli.
Ti rivedremo in autunno su Rai 1?
Penso di sì, ma non come ballerino. La coppia con la Coriandoli è stata un’eccezione per fare spettacolo. A me piacerebbe un altro ruolo.
Aspiri al bancone della giuria?
Sono lì da sempre, ho chiesto tante volte di avere altri ruoli. Sono tribuno dall’altra parte, ma la mia presenza non è poi decisiva. Mi piacerebbe essere più presente nel racconto dei maestri o dello spogliatoio perché, appunto, sono lì dal giorno zero e conosco tutto del mestiere.
Prima parlavamo di tuo figlio. Tu che padre sei?
Maria dice che sono un “mammo”. Io cerco di essere presente e spero di essere un padre che sa ascoltare. Vorrei poter sempre riuscire a dargli i consigli giusti ed esserci quando ha bisogno.

Cosa ti piacerebbe trasmettergli? Cosa vorresti che si ricordasse di te?
Vorrei che sapesse che lo amo alla follia (si commuove, ndr). Le parole non possono quantificare l’amore. Spero si ricordi sempre di me come un padre presente e che lo ha aiutato a fare esperienze anche negli errori. Vorrei aiutarlo ad essere sempre centrato con sé stesso.
Hai anche realizzato i sogni di tante persone a La Porta Magica. Con Andrea Delogu siete una bomba ad orologeria…
Quando proposero questo programma fu una scommessa, per tutti dopo un mese avrebbe chiuso. L’arrivo a Roma è stato importante, c’è una struttura ben forte e una grande squadra. Andrea è una donna grandiosa, molto intelligente ed empatica. Ha capito che il mio segmento funziona e mi ha sempre dedicato uno spazio. Mi piacerebbe essere ancora più presente al servizio di Andrea. Poi il pubblico è sempre più ampio, soprattutto ha il desiderio di ballare.

Se si potesse aprire la porta magica per Simone, chi vorresti incontrare?
(si commuove e rimane qualche istante in silenzio, mdr) La sera del funerale di mia madre andai comunque a fare Ballando. Era una guerriera, amava il ballo e secondo me era giusto farlo per lei. Sono sempre stato un uomo che ha avuto tutto, oggi mi manca lei. Quindi mi piacerebbe incontrarla e rivederla. Ma forse la porta magica questo sogno non può esaudirlo.
Intervista di Simone Lemmo, tratta dal settimanale VERO (15/06/2026)