Hai vinto il San Marino Song Contest 2026 e sarai all’Eurovision con un brano che ti vede con Boy George. Quale scintilla ha fatto nascere questo feat?
Io sono sempre in continua ricerca di brani nuovi, mi piace sperimentare. Mi sono chiusa in studio, abbiamo ascoltato diverse proposte ed è arrivato questo. Mi piaceva il beat anni Ottanta e da qui l’idea folle di chiedere la partecipazione di Boy.
Che momento è questo della tua vita?
È un momento felice e sto facendo quello che mi piace. Arrivo a casa stanca ma contenta. Faccio un lavoro bellissimo, me lo ricordo tutti i giorni, soprattutto quando sento quello che accade nel mondo.
Hai detto: lo spettacolo deve esserci, una esibizione dal vivo deve dare qualcosa in più a chi guarda.Quali emozioni riesce a trasmetterti il live?
Il concerto deve essere un arricchimento, altrimenti si rimane in casa a godersi l’album. Io sono consapevole di dare più in un live che in uno studio. Non so se è una nostalgia del teatro, però a me piace pensare di poter vedere un bello spettacolo quando vado ad un concerto.

Fiorello con il suo Karaoke è stato un po’ il tuo punto di partenza, spronata quasi per gioco dal tuo papà. I tuoi genitori come hanno accolto questa tua voglia di fare sul serio?
Quanto hai studiato eh (sorride, ndr). Mio padre è sempre stato molto refrattario, era molto protettivo e ansioso. Pensare di avere una figlia che fa questo mestiere era simbolo di precarietà e non aveva torto. Io avevo una grande fame, passione e determinazione. Ho avuto dei genitori severi che ancora adesso fanno un po’ fatica a capire però mi hanno supportato. Per loro l’importante era che studiassi e arrivassi al diploma.
Mia mamma ha sempre cantato per gli eventi in Africa: siamo tantissimi in famiglia e io sono quella che tra i tanti ha trasformato la passione in lavoro. Quanto sei legata a quella dimensione familiare?
Tanto. Mia mamma continua a cantare ed essere la protagonista in casa, perché in verità è lei la vera superstar. Continua a essere coinvolta in tutti gli eventi africani e a mantenere le tradizioni.
Quando ti hanno chiesto con quale popstar vorresti duettare hai detto: P!nk per la sua grinta, non è una femme fatale ma è autentica, spontanea. Anche Lady Gaga è sempre stata coerente e credibile. Rimangono le preferite?
Assolutamente. Adesso aggiungiamo anche Raye (cantante britannica, ndr) che oltre ad avere una voce meravigliosa e una conoscenza musicale molto elevata, è riuscita a dedicarsi anche ad altri diversi generi.

In quali valori di queste star ti ritrovi?
L’autenticità e la coerenza, il fatto di aver mantenuto un minimo di follia spesso arginata, perché sennò sarei ancora più pazza.
Su Rai Play c’è una nuova serie (Pop road to Eurovision, ndr) che ti porta in un dinamico tour attraverso l’Europa. Qual è la parte più entusiasmante?
L’esperienza, la conoscenza che va oltre la musica. Per esempio, ho trovato molto curioso che a Mimicat, una bravissima cantante portoghese, sia piaciuta l’esperienza all’Eurovision ma non ci tornerebbe (e non ti anticipo perché!). Ci sono dei racconti molto interessanti e, quindi, mi sono divertita a farlo, a viverlo e emozionarmi.

Massimo Ranieri è stata una volta buona, l’occasione in cui anche il mondo del musical ti ha vista al centro. Ranieri canta tutti i sogni ancora in volo. Quali sono i tuoi oggi?
Ne ho realizzati tanti. Sognavo di cantare e lo sto facendo. Sognavo di calcare grandi palchi e ho cominciato dai musical. Massimo Ranieri è stato il mio pigmalione.Probabilmente, essendo italiana, il palco di Sanremo potrebbe essere un sogno. Non è il mio obiettivo, però se capitasse, perché no?
Se qualcuno ti chiedesse una sola parola per descriverti, quale sarebbe?
I fan mi hanno dato questo strano nome: Freaky Queen. Io nel 2020 all’Eurovision portai Freaky. Questa parola indica l’essere bizzarro, unico, folle. Quindi probabilmente è il termine che più mi si addice.
Di Simone Lemmo, tratta dal settimanale VERO (12 maggio 2026)