Sanremo 2026: le pagelle della finalissima

Carlo Conti, Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti hanno aperto seri e visibilmente sconvolti l’ultima serata del Festival di Sanremo con le notizie drammatiche provenienti dal mondo.

A seguire, con l’ingresso di Nino Frassica sempre più smagliante, siamo tornati a sorridere e a riascoltare tutti i 30 brani inediti dei Big in gara.

E’ stato nuovamente il sistema misto delle serate precedenti (Televoto 34%, Radio 33%, Stampa 33%) a decidere la classifica finale della serata. A trionfare e alzare al cielo il premio è stato SAL DA VINCI con “Per sempre sì“.

Il premio alla carriera, invece, è andato ad Andrea Bocelli, riconosciuto dai più come ambasciatore della musica italiana del mondo. Così anche per i Pooh che sul palco di Piazza Colombo hanno celebrato la loro carriera ricca di successi.

Di grande emozione ed impatto, è stato l’annuncio di Stefano De Martino come conduttore e direttore artistico dell’edizione 2027. Un nome che il pubblico si aspettava e che i social avevano spoilerato nei giorni precedenti.

Tra i premi della serata sono stati assegnati:

Premio della critica Mia Martini a Fulminacci

Premio sala stampa Lucio Dalla a Serena Brancale

Premio Sergio Bardotti per il miglior testo a Fedez & Masini

Premio Bigazzi miglior composizione musicale a Ditonellapiaga

Premio Tim a Serena Brancale

Di seguito la cinquina finale:

Primo posto per Sal Da Vinci con “Per sempre sì

Secondo posto per Sayf con “Tu mi piaci

Terzo posto per Ditonellapiaga con “Che fastidio!

Quarto posto per Arisa con “Magica favola

Quinto posto per Fedez & Masini con “Male Necessario

Di seguito i nostri voti e commenti sulla serata in ordine di esibizione:

FRANCESCO RENGA – “Il meglio di me”

VOTO: 5 e mezzo

Rispetto alle ultime partecipazioni, qui Renga sembra più consapevole di sé stesso, come se avesse rassettato i cassetti e ritrovato alcune cose che aveva perduto. Ci sono le sue corde più pure, quelle che lo compongono da sempre. Davvero forse “il meglio di sé”.

CHIELLO – “Ti penso sempre”

VOTO: 3

Non è chiaro l’intento del brano, a cosa vuole strizzare l’occhio e se lo scopo è essere legato alle sue ballad più classiche o ha voglia di puntare totalmente ad altro. Si conferma un debutto trai big forse prematuro, anche se le basi per costruire solidamente ci sono.

RAF – “Ora e per sempre”

VOTO: 5

Canzone ascoltabile e che dà la sensazione di essere venuta fuori da uno dei primi album di Raf. Purtroppo, l’incontro generazione con il figlio nella scrittura del testo non è arrivato del tutto. Una canzone più nostalgica che alto, quasi una firma alla carriera.

BAMBOLE DI PEZZA – “Resta con me” 

VOTO: 7 e mezzo

Maneskin tutte al femminile. Spontaneo chiedersi dove si sono nascoste fino a questo momento, la verità è che hanno una carriera alle spalle e l’Italia nazional popolare solo ora si accorge di loro. Un brano che sembrava molto piatto al primo ascolto, ma in realtà c’è stato un crescendo maturato di ascolto in ascolto. Rock e pop che fanno la differenza e che arrivano al pubblico nella dimensione più forte e sincera.

LEO GASSMANN – “Naturale”

VOTO: 6 e mezzo

La voce di Leo è riconoscibile, il suo modo di cantare e prendere le note sono un marchio che lo differenzia dagli altri. La canzone chiaramente vuole dire che gli addii non esistono e che non possono essere contemplati. E’ abbastanza diversa dalle sue precedenti sanremesi, e anche l’esecuzione è più matura. Da riascoltare con calma, magari in radio.

MALIKA AYANE – “Animali notturni”

VOTO: 6 e mezzo

Molto latineggiante e cool questo singolo della Ayane, sonorità quasi inaspettate. La canzone risulta complessa, a tal punto che il suo timbro non riesce ad emergere davvero, seppur sia inimitabile e iconico. Un ritornello che si fa cantare già dal giorno dopo, destinata ad entrare in testa fin dal secondo ascolto.

TOMMASO PARADISO – “I romantici”

VOTO: 7

Per la prima volta in gara, Paradiso si è presentato con un sound e un testo dei più classici della sua discografia. Molto cantautorato romano, molto nei suoi territori sicuri e conosciuti. Ascoltando il brano ci si aspetta un crescendo e un guizzo che non arrivano. Funziona, ma ci si aspettava di più.

J-AX – “Italia starter pack”

VOTO: 6+

Leggerezza ma non senza un minimo di riflessione. J-Ax torna a Sanremo, dopo la breve reunion sanremese con gli Articolo 31, per portare il country più puro unito al suo genere musicale di riferimento. Una hit annunciata che La radio e il futuro sono dalla sua parte.

LDA & AKA 7EVEN “Poesie clandestine”

VOTO: 7+

Un altro tocco partenopeo in questa edizione della kermesse. Si canta, si balla e ci si divertente con questo singolo che strizza l’occhio alla radio e all’estate prossima. Sono molto credibili, si fondono perfettamente e funzionano come amici e come duetto artistico.

SERENA BRANCALE – “Qui con me”

VOTO: 7+

Molto emozionata e visibilmente commossa. Pienamente dentro la canzone e trasportata da ciò che voleva raccontare con la musica: l’amore per sua madre. Anima blues e pienamente soul, la Brancale conferma di essere una voce potente e sempre più promettente. Una canzone difficile e in crescendo. L’ascolto può migliorarla e renderla più pop, nel senso di popolare vista la nuova pelle con la quale si presenta.

PATTY PRAVO – “Opera”

VOTO: 5

La ragazza del Piper è tornata per l’undicesima volta a calcare il palco della Kermesse canora per ricordarci ancora una volta che siamo tutti opere d’arte. La firma di Caccamo si sente, soprattutto nelle strofe che rendono meglio del ritornello. Una canzone d’altri tempi, distante dalla contemporaneità portata sul palco. Vince comunque la sua carriera, l’iconicità che porta con sé (anche solo per rimettersi sempre in gioco con lo spirito giusto).

SAL DA VINCI – “Per sempre sì”

VOTO: 8

Da Vinci con un premio…da vincere. Dopo il successo di “Rossetto e caffè”, Sal si è presentato in gara con un brano che ha ritmo, la melodia: un successo annunciato. Viene voglia di cantare e ballare, si alzarsi e fare festa. Il pubblico lo ama e un premio risulta essere invevitabile.

ELETTRA LAMBORGHINI – “Voilà”

VOTO: 5+

La presenza dello show è innegabile, come un po’ il “Furore” di Paola e Chiara. Elettra punta ad un omaggio sincero e leggero alla Carrà, citandola diverse volte nel testo. Corpo di ballo, stesse note, stesso mood e…voilà: la solita canzone della “regina del twerk” senza troppi fronzoli e nuovi sproni. Un singolo pronto per far impazzire tutti i festini bilaterali.

ERMAL META “Stella stellina”

VOTO: 6 e mezzo

C’è l’attualità, c’è la voglia di far aprire gli occhi, di far riflettere sull’atrocità della guerra che non deve diventare normalità, in questa serata più che mai. Dardust si nota nella produzione e convince abbondantemente, anche se forse da questa ballad tipicamente sanremese ci si aspettava qualcosa in più, viste anche le altre partecipazioni di successo di Meta. Il guizzo della voce arriva, il messaggio pure, ma la musica rimane solo per la storicità del riferimento alla più classica “stella stellina”

DITONELLAPIAGA – “Che fastidio!”

VOTO: 6 e mezzo

Perfetto per l’Eurovision. Finalmente un look che valorizza l’artista e la sua esibizione. Sound contemporaneo. Provocatoria, pungente, divertita: si prepara ad essere la hit della primavera/estate. Si conferma un buon debutto in solitaria. Rispetto alla prima puntata, meno emozionata e più chiara la voce.

NAYT – “Prima che”

VOTO: 4

Il testo funziona, essenziale e quasi impeccabile. Il grosso, forse, lo fanno il coro e l’orchestra dal vivo. Nayt debutta con dignità, senza infamia e senza lode. C’è ma non arriva più del dovuto. Piatto senza grandi curve in crescendo.

ARISA “Magica favola”

VOTO: 10

Un arcobaleno quello che rimane alla fine dell’ascolto, come lei stessa canta. La storia di una vita, quella di una bambina che diventa donna, che desidera chiamare e riabbracciare mamma e papà, che ha avuto dolori, cicatrici ma alla fine dei conti tutto è stato una favola magica. Arisa si conferma una voce potente, la più bella nel panorama contemporaneo. Il pezzo esplode come nelle colonne sonore dei più classici cartoni d’animazione. Elegante, più potente che mai, merita il podio.

SAYF “Tu mi piaci tanto”

VOTO: 7+

Una prima partecipazione tra modernità, cantautorato e sonorità che vogliono rimanere impresse. Brano nato in maniera spontanea che, come lui stesso ha raccontato, porta al suo interno riferimento alla storia d’Italia. Arriva l’attualità, l’intento è nitido e il ritornello è tra quelli che più rimane in questa edizione. Manca comunque un guizzo più al primo ascolto, ma senza dubbio una prima partecipazione che funziona.

LEVANTE – “Sei tu”

VOTO: 6 e mezzo

Tira fuori tutta la voce che ha dentro. Si fa presenza in maniera sincera e profonda, andando oltre le parole. Si conferma legata ad un genere, grande interprete della musica. La canzone si fa sentire, ma non rimane addosso a chi la ascolta. Forse solo a chi la canta.

FEDEZ & MASINI  “Male necessario”

VOTO: 7 e mezza

Fedez si presenta come cantante e come rapper, in una dualità che si fa notare. Masini fa Masini, a volte troppo. L’incontro tra i due si conferma vincente, anche se musicalmente manca un tocco graffiante che in “Bella stronza” del 2025 era più palese e di rilievo.

SAMURAI JAY “Ossessione”

VOTO: 6+

Un po’ Fred De Palma, un po’ Ozuna, un po’ Daddy Yankee. Funziona Samurai Jay. Rimane in testa, ipnotizza e spinge ad alzarsi dal divano, andare in spiaggia e ballare. Già in tendenza su Tik Tok e pronta a risuonare tra le battigie di tutta Italia.

MICHELE BRAVI – “Prima o poi”

VOTO: 7 e mezzo

Emozione palpabile e comprensibile. Un look elegante e quasi barocco nella giacca; maturo nel testo e anche nell’interpretazione. Il brano mostra una consapevolezza umana e musicale raggiunta dopo diverse cadute e molte rialzate. Un brano e una esibizione molto teatrali e in un crescendo che funziona.

FULMINACCI – “Stupida sfortuna”

VOTO: 7

Autore sopraffino. Canzone elegante. Il suo essere cantautore si fa sentire dalla prima nota fino all’ultimo giro della canzone. Un film d’epoca, un’atmosfera romantica, classica, dimensione nella quale si vuole rimanere a farsi coccolare dopo aver ascoltato questo brano.

LUCHÈ – “Labirinto”

VOTO: 3-

Debutta a Sanremo cercando di puntare su qualcosa di grande, forse troppo. La versione dal vivo non rende giustizia all’interpretazione, anche se c’è il giusto rap nella seconda strofa e un ritornello che funziona.

TREDICI PIETRO – “Uomo che cade”

VOTO: 4 e mezzo

La canzone ha uno dei ritornelli più diversi (nel senso di unici) tra quelli n gara. Sembra, ahimé, un unicum che non convince.

MARA SATTEI “Le cose che non sai di me”

VOTO: 8

Calca il palco dell’ Ariston con più maturità, soprattutto nell’utilizzo della voce. Sulla carta tutto perfetto, forse tra le migliori canzoni di questa edizione. Per lei un usato garantito, troppo simile alla precedente “Duemilaminuti”. Forse si poteva puntare su qualcosa di diverso.

DARGEN D’AMICO – “AI AI”

VOTO: 5 e mezzo

Dargen guarda sempre alla più stretta attualità, cerca di fotografare lo stivale in ogni verso, mettendo i puntini su ogni “i” possibile. Il problema che in questa occasione è venuta fuori ancora di più la sua vena da producer e stavolta non basta. Si canta, la si ascolta, sicuramente si rivelerà col tempo, ma stavolta non è qui che si balla davvero.

ENRICO NIGIOTTI – “Ogni volta che non so volare”

VOTO: 5 e mezzo

Il cantautorato più puro, quello che arriva dritto a chi ascolta, anche in un brano senza ritornello e dalla struttura senza dubbio inedita. L’orchestra fa la sua parte, Nigiotti si mostra particolarmente dentro al pezzo ma convince relativamente.

MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE – “La felicità e basta”

VOTO: 7 e mezzo

Un duo che arriva al pubblico nella sua forma più sincera. Si percepisce l’alchimia tra i due, gli sguardi e l’accostamento delle voci li rendono una delle più belle rivelazioni di questo festival. Ottimo il sound, fresco e accattivante.

EDDIE BROCK – “Avvoltoi”

VOTO: 4

Molto indie, molto pop e…anche molto agitato ed emozionato al suo debutto sanremese. C’è la voglia di mettersi in gioco, di buttarsi e costruire una carriera solida nel tempo. La chitarra in assolo una chicca.

Si abbassa cossì il sipario sull’edizione 76^ del Festival di Sanremo. Carlo Conti appende la giacca e il papillon dopo un successo di musica, pubblico e ascolti (per un’edizione che stata particolarmente in salita). Laura Pausini si è confermata un’ottima compagna di viaggio, sia nella conduzione per che lo spettacolo che ha saputo regalare al pubblico durante le cinque serate.

Adesso si aspetta febbraio 2027 per il debutto di Stefano De Martino alla conduzione per un’altra annata della kermesse più amata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.