Una serata carica di musica, emozioni, momenti esilaranti e grande spettacolo al centro del nuovo appuntamento della kermesse condotto da Carlo Conti e Laura Pausini.
Abito nero scintillante, emozionata e piena di adrenalina, è toccato a Laura Pausini aprire la serata. Ha preso così il via la seconda puntata di Sanremo 2026 con in testa la semifinale tra le Nuove proposte: il tutto si è svolto con due sfide dirette tra i quattro brani, presentati per l’occasione dallo speaker Gianluca Gazzoli.
A passare la sfida sono stati: Nicolò Filippucci e Angelica Bove.


A seguire, si è passati subito alla sfida tra i Big con l’ascolto di 15 delle 30 canzoni in gara: stavolta il giudizio è stato affidato al Televoto (che vale il 34%), alla Giuria delle radio (33%) e di nuovo alla Giuria della sala stampa, web e tv (33%). I primi cinque classificati, in ordine sparso, sono stati: Tommaso Paradiso, LDA & Aka7even, Nayt, Fedez e Masini, Ermal Meta.
Co-conduttori della serata sono stati Lillo, Pilar Fogliati e Achille Lauro che hanno impreziosito la serata con le loro sfumature artistiche.

Momenti musicali preziosi e speciali, tra cui il duetto tra Lauro e Pausini con “16 Marzo” e ancora Perdutamente proposta al pubblico in una versione inedita resa maestosa dal coro di venti elementi e la voce del soprano Valentina Gargano, tanto da conquistare una sincera standing ovation dal pubblico in sala.

Ancora trionfanti e gioiose per i successi alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi hanno rivissuto e condiviso tutte le emozioni dei giochi.
Mentre in piazza Colombo si è esibito Bresh, in gara la precedente edizione con il successo “La tana del granchio”.
Sul palco abbiamo visto anche il Coro Anffas che sulle note di “Si può dare di più” hanno raccontato la realtà dell’ Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

E ancora, premio alla carriera Fausto Leali che ha festeggiato i 60 anni di musica sulle note di “Io amo” e “Mi manchi” con una commovente standing ovation accorata da parte di tutta la platea.
A chiudere la serata è stata Camilla Gaudenzi, la nipote della compianta Ornella Vanoni, che ha reso omaggio alla nonna sulle note di “Eternità”.
Di seguito i nostri voti e commenti:
PATTY PRAVO – “Opera”

VOTO: 5
La ragazza del Piper è tornata per l’undicesima volta a calcare il palco della Kermesse canora per ricordarci ancora una volta che siamo tutti opere d’arte. La firma di Caccamo si sente, soprattutto nelle strofe che rendono meglio del ritornello. Una canzone d’altri tempi, distante dalla contemporaneità portata sul palco. Vince comunque la sua carriera, l’iconicità che porta con sé (anche solo per rimettersi sempre in gioco con lo spirito giusto).
LDA & AKA 7EVEN – “Poesie clandestine”

VOTO: 7 e mezzo
Ritmo potente, riuscito dalla prima all’ultima nota. Si canta, si balla e ci si divertente con questo singolo che strizza l’occhio alla radio e all’estate prossima. Sono molto credibili, si fondono perfettamente e funzionano su ogni fronte. In questa puntata molto più sicuri e presenti sulla scena.
ENRICO NIGIOTTI – “Ogni volta che non so volare”

VOTO: 6+
Il cantautorato più puro, quello che arriva dritto a chi ascolta, anche in un brano senza ritornello e dalla struttura senza dubbio inedita. L’orchestra fa la sua parte, Nigiotti esegue il pezzo confermando di essere un fuoriclasse nel suo genere. È una scrittura che promette di emozionare soprattutto dal vivo amplificando ogni sfumatura. Più padrone del palco in questa seconda serata e con una voce più distesa e meno emozionata.
TOMMASO PARADISO – “I romantici”

VOTO: 7+
Con un brano tipicamente da Paradiso, durante la seconda serata ha confermato di avere un sound e un testo che diventerà tra i più classici della sua discografia. Molto cantautorato romano, molto nei suoi territori sicuri e conosciuti. Non è un brano che spiazza, non è quello che ti cambia la prospettiva al primo ascolto. Ma è uno di quelli che funzionano. E spesso, a Sanremo, fa la differenza. Presenza scenica più sicura in questo appuntamento del mercoledì.
ELETTRA LAMBORGHINI – “Voilà

VOTO: 6-
Elettra punta ad un omaggio sincero e leggero alla Carrà. Corpo di ballo, stesse note, stesso mood e…voilà: la solita canzone della “regina del twerk” senza troppi fronzoli e nuovi sproni. Voglia di festa e di rompere la solennità sanremese con una spruzzata di paillettes. Incalzante, frasi ripetute, atmosfera da show spettacolare.
ERMAL META – “Stella stellina”

VOTO: 6 e mezzo
C’è l’attualità, la voglia di far aprire gli occhi, di far riflettere sull’atrocità della guerra che non deve diventare normalità. Dardust si nota nella produzione e convince abbondantemente, anche se forse da questa ballad tipicamente sanremese ci si aspettava qualcosa in più. Il guizzo della voce arriva, il messaggio pure, ma convince in parte.
LEVANTE – “Sei tu”

VOTO: 6+
Tira fuori tutta la voce che ha dentro. Si fa presenza in maniera sincera e profonda, andando oltre le parole. Si conferma legata ad un genere, grande interprete della musica. La canzone si fa sentire, ma non rimane addosso a chi la ascolta. Forse solo a chi la canta.
BAMBOLE DI PEZZA – “Resta con me”

VOTO: 7
Con un brano ben arrangiato e che funziona in ogni giro, finalmente l’Italia nazional popolare sdogana questa girl band. Un brano con un crescendo importante. Rock e pop fanno la differenza e arrivano al pubblico nella dimensione più forte e sincera.
CHIELLO – “Ti penso sempre”

VOTO: 3 e mezzo
Il debutto in gara al Festival di Sanremo arriva dopo l’apparizione come ospite di Rose Villain nella scorsa edizione, e l’attesa era alta. Anche dopo la seconda esibizione, non è chiaro l’intento del brano, a cosa vuole strizzare l’occhio e se lo scopo è essere legato alle sue ballad più classiche o ha voglia di puntare totalmente ad altro. Un debutto trai big forse prematuro, anche se le basi per costruire solidamente ci sono.
J-AX – “Italia starter pack”

VOTO: 7-
Leggerezza ma non senza un minimo di riflessione. J-Ax torna a Sanremo, dopo la breve reunion sanremese con gli Articolo 31, per portare il country più puro unito al suo genere musicale di riferimento. Una hit annunciata che si classifica in alto come brano per le radio e i social. Presenza ancora più convincente sul palco, con una presenza scenica più fluida rispetto al debutto.
NAYT – “Prima che”

VOTO: 4 –
Il testo funziona, essenziale e quasi impeccabile. Il grosso, forse, lo fanno il coro e l’orchestra dal vivo. Porta sul palco dell’Ariston il suo mondo, fatto di introspezione, inquietudine e domande scomode. Nayt debutta con dignità, senza infamia e senza lode. Piatto senza grandi curve in crescendo.
FULMINACCI – “Stupida sfortuna”

VOTO: 7+
Autore sopraffino. Canzone elegante. Il suo essere cantautore si fa sentire dalla prima nota fino all’ultimo giro della canzone. Non gli interessano le classifiche ma dire ciò che prova attraverso la sua musica. Regala un film d’epoca, un’atmosfera romantica, classica, dimensione nella quale si vuole rimanere a farsi coccolare dopo aver ascoltato questo brano.
FEDEZ & MASINI – “Male necessario”

VOTO: 7
Mani sudatissime per Fedez, visibilmente emozionato. Masini canta con più serenità rispetto al debutto. Non sbava in maniera esagerata ed evita alcune lievi stonature del martedì. Fedez si presenta come cantante e come rapper, in una dualità che si fa notare. L’incontro tra i due si conferma vincente. Si prospetta già sul podio finale.
DARGEN D’AMICO – “AI AI”

VOTO: 6
Dargen guarda sempre alla più stretta attualità, cerca di fotografare lo stivale in ogni verso, mettendo i puntini su ogni “i” possibile. Il problema che in questa occasione è venuta fuori solo la sua vena da producer e stavolta non basta. Si canta, la si ascolta, sicuramente si rivelerà col tempo, ma stavolta non è qui che si balla davvero fino in fondo.
DITONELLAPIAGA – “Che fastidio!”

VOTO: 6 e mezzo
Esibizione più riuscita rispetto a quella della prima serata, con un audio che ha permesso alle parole di essere percepite meglio. Sound moderno e contemporaneo. Provocatoria, pungente, divertita: si prepara ad essere la hit della primavera/estate. Un buon debutto in solitaria (con l’appoggio dichiarato della stampa italiana).

Si conclude così la seconda serata del Festival. Tirando le somme, la puntata è trascorsa con più fluidità, forte anche dei diversi momenti di spettacolo, comicità e le incursioni varie di ospiti e protagonisti provenienti da contesti artistici e umani diversi e unici allo stesso tempo.
Ottime le presenze di Lauro, Fogliati e Lillo che, seppur con pochi momenti e fin troppi cambi d’abito, hanno fornito al quadro della serata una cornice gradevole.