Che momento è della vita?
Di grande consapevolezza. Ho sempre vissuto pensando di non essere all’altezza e non abbastanza. Adesso non dico sempre sì, ma guardo negli occhi chi si approfitta di me.
Hai detto: “La napoletanità mi aiuta. Sono verace e autentica e non mi vergogno a dimostrarlo”. Ti hanno aiutato le tue origini?
Io sono così, prendere o lasciare. In me scorre il sangue napoletano, quello che bolle quando succede qualcosa. Ho imparato ad avere la cazzimma, una qualità che ti porta ad alzare la testa e non cadere nel fango in cui qualcuno ti vuole trascinare.
Essere autentici ha un prezzo?
Molto grande. Significa esporsi e dire la propria anche quando sai che potrebbe creare un caos intorno.
Tu sei diventata uno dei nuovi volti del piccolo schermo dal 2018 grazie a Caterina Balivo. In questi quasi dieci anni come sei cambiata?
Sono entrata nel mondo televisivo totalmente distrutta psicologicamente e fisicamente. Il dolore l’ho lasciato nei progetti, ad esempio sulla pista di Ballando dove ho condiviso con altri dolori simili. Capire che non sono l’unica a soffrire mi ha aiutato. Oggi convivo con esso e cerco di tramutarlo in un ricordo.

Hai detto: “Io dico sempre che Milly Carlucci mi ha salvato, perché mi ha dato ridato indietro la consapevolezza di valere qualcosa”. Chi o cosa te l’aveva tolta?
La vita stessa. Ad un certo punto tutto si era accanito contro di me. Quando tornavo in macchina dall’ospedale dove stava mia mamma, spesso piangevo e chiedevo: “perché a me”. Non voglio fare la vittima, ma ho avuto anni in cui la vita mi ha davvero vessata. Però il destino scorre e prima o poi tutto passa, seppur lasciando tratti indelebili.
A “La volta buona” hai raccontato che il percorso per diventare mamma è stato complesso. Come sei riuscita a reagire e non cadere in un loop tossico?
Io sono entrata in quel loop ed è stato un continuo fallimento. Pensavo di essere io il problema e di non meritare quel dono. Avevo mio marito lontano per motivi di lavoro e per ragioni economiche non era semplice vedersi ogni settimana. Io desideravo diventare madre fin dal primo momento. Stavo sempre lì a fare test di gravidanza che davano solo risultati negativi. La fede mi ha aiutato molto.
Quando si vive il dolore più profondo e si tocca il fondo, come si torna a galla?
Vivendo. Ci vuole pazienza. Ogni tanto continuo a scivolare, ma adesso ho più elementi per riuscire a scansare dolori e umiliazioni. Questi anni mi hanno fatto crescere psicologicamente e riuscire a capire le problematiche a seconda delle priorità.

Parlando del tuo fisico hai raccontato degli attacchi di fame, le diete e tutto ciò che gravita attorno. Come stai adesso con il tuo corpo?
Sono anni di continue diete, prima per motivi estetici e poi di salute. E’ una lotta continua. La fame non mi ha mai abbandonato e la mia dietologa mi ha aiutato a non vivere di privazione concedendomi qualche grammo in più di pasta. Ma ci tengo a dire che è davvero importante intraprendere un percorso per controllare la salute.
Hai raccontato di ciò che ti sta accadendo sui social: “Ne ho parlato spesso in televisione, ma non perché volessi fare la vittima. Me lo chiedevano. Molte volte sono rimasta in silenzio. Ho cancellato commenti quasi per vergogna”. Cosa si nascondeva dietro quei silenzi?
C’era la paura di essere giudicata come vittima. Non volevo che la gente dicesse: “Ecco un’altra che sta in tv e si lamenta”. Invece, non è corretto che si cerchino giustificazioni nei confronti di attacchi gratuiti. La critica costruttiva non esiste. Ci sono cose che mi attaccano in maniera violenta e ingiustificata. Il mio “vabbé andiamo avanti” mi è stato stretto quando un mio fan cordialmente ha cercato di intervenire contro un hater e tutti si sono scagliati contro. L’aggressione che anche queste persone hanno subito, quasi in maniera intimidatoria e volgare, mi ha spinto a fare intervenire il mio avvocato. Anche lui ha avuto degli attacchi. Si è andati oltre l’educazione e il senso di ciò che è lecito e non. Non c’è nemmeno il senso della legge. Io non voglio più soprusi, non voglio più persone che mi offendono e non voglio avere paura di camminare per strada e dover guardarmi attorno.
Sei più felice o più serena?
Più consapevole. Oggi so dare priorità ad alcune cose e ad alcuni sentimenti. Cerco sorriso e affetto e provo a darli a mia volta.

Perdoni?
Sì. L’odio genera solo rancore e rabbia. Anche per perdonare ci vuole tempo e quando non ci riesco faccio finta di dimenticare.
La Rossella bambina avrebbe immaginato che sarebbe andata così la vita?
No. Rossella da bambina pensava di diventare una giornalista, ma quando mio padre si ammalò poi è andata diversamente. Dopo 44 anni, invece, quel sogno si sta concretizzando. Per questo prenderei in prestito una canzone di Gigi D’Alessio e alla Rossella bambina direi: non mollare mai.