“Non è solo sport, è esperienza”: il cuore dell’Italia Polo Challenge secondo Paolo Riccardi

Ha il respiro delle cose pensate con cura, la grazia dei gesti che sanno durare nel tempo. L’Italia Polo Challenge, in scena a Porto Cervo dal 17 al 20 luglio, è diventato uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, capace di coniugare sport, mondanità e rispetto per il territorio.

Tra gli artefici di questo successo c’è Paolo Riccardi, che insieme a Patricio “Pato” Rattagan ha saputo trasformare una visione in un evento che ogni anno si rinnova, senza mai snaturarsi. 

Riccardi racconta a Zoom Magazine lo spirito unico della tappa sarda, dove il polo incontra la bellezza autentica della Costa Smeralda.

Paolo, l’Italia Polo Challenge Porto Cervo è cresciuto in maniera straordinaria. Qual è il segreto di questo successo?

Credo sia una combinazione di visione, passione e attenzione al pubblico. Abbiamo creato un format accessibile e spettacolare: l’arena polo 3×3 si gioca su campi più piccoli, con squadre da tre, ed è pensata per portare il polo dentro le città e tra la gente. A Porto Cervo, trasformiamo temporaneamente il campo sportivo di Abbiadori in un’arena elegante. Ma il torneo è solo una parte: intorno c’è un vero evento che unisce sport, lifestyle e promozione del territorio. Il pubblico risponde: tribune piene, villaggio sold out, un indotto di 900mila euro solo nel 2024. In dieci anni, i tesserati sono triplicati. Un segnale chiaro che stiamo andando nella giusta direzione.

Cosa rende Porto Cervo una tappa così speciale?

Porto Cervo è unica. Bellezza, eleganza e una tradizione equestre fortissima si fondono in modo naturale. La Sardegna ha un rapporto profondo con il cavallo. E Porto Cervo, con la sua atmosfera internazionale, è perfetta per ospitare un evento che unisce sport e glamour. Ci piace creare un legame con il territorio: le sfilate in piazzetta e ad Arzachena, la presenza della banda della Brigata Sassari, il coinvolgimento della comunità… tutto contribuisce a creare qualcosa di autentico. La partnership con Smeralda Holding aggiunge valore: lavorare con chi rappresenta l’eccellenza dell’ospitalità rende il tutto ancora più coerente con il DNA del polo.

Il vostro format unisce sport, lifestyle e accoglienza. Come trovate l’equilibrio giusto?

Puntando sempre alla qualità, su tutti i fronti. Le partite offrono uno spettacolo tecnico vero, con giocatori internazionali e gare in notturna. L’arena 3×3 è dinamica e coinvolgente. Ma c’è molto di più: un villaggio elegante con ristorazione, musica dal vivo, stand e partner di eccellenza. E tutto pensato per accogliere: tribune gratuite per il pubblico, hospitality a bordocampo per chi cerca esperienze esclusive, degustazioni per valorizzare i prodotti sardi. Il nostro obiettivo è far vivere un’esperienza completa, che sia sportiva ma anche culturale e sociale.

Chi è il vostro pubblico ideale?

È trasversale, e questo è il bello. Ci sono gli appassionati veri del polo, ovviamente. Poi i turisti della Costa Smeralda, che cercano esperienze di qualità. Le famiglie, i curiosi, i giovani: grazie all’ingresso gratuito, tanti scoprono il polo per la prima volta. Abbiamo anche puntato sulla formazione: la Coppa Italia di polo pony sta creando una vera “cantera sarda”, con tanti giovani promettenti. E infine, c’è tutto il mondo del lifestyle, che apprezza il connubio tra sport e bellezza.

Quanto conta la passione personale in un progetto come questo?

Conta tutto. Senza passione, non ci sarebbe nulla di tutto questo. Io e Patricio Rattagan abbiamo creato il circuito proprio perché amiamo profondamente questo sport. Ogni dettaglio – dalla preparazione del campo alla cura dei cavalli – nasce da un coinvolgimento autentico. Il pubblico lo percepisce. E la passione è anche ciò che ci dà la forza di superare le sfide, anno dopo anno, e continuare a crescere. Questo non è un progetto commerciale, è una missione.

E guardando al futuro? Dove sta andando l’Italia Polo Challenge?

Stiamo crescendo, e lo stiamo facendo bene. Tra pochi giorni torniamo a Porto Cervo dal 17 al 20 luglio. La tappa di Courmayeur ha debuttato con successo. A Roma, a Piazza di Siena, le squadre sono passate da quattro a sei. L’hospitality è aumentata del 50%. I numeri parlano chiaro. Stiamo investendo sulla Next Generation con il polo pony, vogliamo rafforzare la presenza dell’Italia tra le grandi d’Europa e – perché no – riportare il polo tra gli sport olimpici. Il nostro format funziona, il pubblico cresce, i partner ci supportano. Vogliamo che l’Italia Polo Challenge diventi un riferimento internazionale. E lo faremo, passo dopo passo, con la stessa passione di sempre.

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