Iniziamo dalla fine: ho letto che vuoi andare in pensione…
Ma non è che voglio andare in pensione! Dopo una certa età bisogna lasciare spazio agli altri. Comunque, ci saranno altre cose. Sono su Rai Sport da 37 anni; è anche ora di concludere, no?
In queste settimane sei stata vittima di attacchi social da parte di hater. Che rapporto hai con le critiche?
Ho un difficile rapporto con la cattiveria, l’invidia e con tutto quello che nasce da sentimenti riprovevoli. Sono un po’ stanca e stufa. Dobbiamo insegnare ai nostri figli ad avere degli scudi e tutelarsi, soprattutto perché queste cose avvengono nella quotidianità non solo ai personaggi noti. Quando prendono in giro una compagna di scuola, quando ci sono delle situazioni di bullismo, ecco bisogna insegnare ai nostri figli a essere più forti. Affrontiamo tutto questo con una grande superficialità, come se tutto fosse scontato. Non tutte le persone hanno la struttura per accettare insulti in questo modo. E’ un’emergenza veramente seria.
Di te scrivono: “Milanese, giornalista, produttrice e conduttrice televisiva di programmi come La Domenica Sportiva e 90° Minuto. È dunque lei la regina del calcio”. Tutto giusto?
Che io sia la regina non lo so, però sicuramente ho avuto la fortuna di aprire una strada per tante colleghe, anche se ho scoperto negli anni che non esiste la riconoscenza. Proprio ultimamente mi è capitato con una collega che non posso citare.
Perdoni?
No. Perdono se mi capita di trovare qualcuno che ha fatto una stupidaggine e si è veramente pentito. Mi sono stancata di perdonare, anche perché è una forza che non credo di avere. Sono sempre stata ferita nella vita. Non voglio fare la vittima, però queste cose mi hanno rafforzato e non rinnego nulla.

– Paola Ferrari
Hai detto: “Fino a 7 anni è stata una bella infanzia, poi è iniziato l’inferno con il forte esaurimento di mia madre. Ha cercato di uccidermi tre volte, la prima annegandomi. Si accaniva anche contro mia nonna inferma e le dava delle forbiciate sulle braccia”. Sei stata una bambina infelice?
Estremamente. Sono un po’ invidiosa di chi ha conosciuto l’abbraccio di una mamma. Sono stata affamata di affetto e questo ha influito nella mia vita di donna; cercare sempre di piacere agli altri, cercare sempre di trovare il bene e l’amore delle persone. Forse se non avessi avuto quell’infanzia così difficile non sarei diventata la donna che sono stata.
Ci sono, però, tante vittorie. Hai parlato della tua salute e hai fatto battaglie importanti. Come stai oggi?
Sono in forma strepitosa. Mi curo molto, dedico una buona parte della mia giornata al mio corpo, anche se faccio poca ginnastica e dovrei farne di più. Sono attenta all’alimentazione senza essere una fanatica. La mia età anagrafica non corrisponde a quella biologica. Un po’ come la Hunziker. Leggevo di un famoso medico che diceva che Michelle ha un’età biologica di dieci anni meno della sua anagrafica, e anche io sono così!
Ho scoperto che la tua amica Alba Parietti ti ha tirato fuori dalla vasca da bagno pur di farti conoscere Marco De Benedetti. Alla fine, ha fatto bene ad insistere!
Io mi ero appena lasciata da un fidanzamento lungo e noioso e avevo deciso che mi dovevo divertire almeno per un anno. Una sera lei mi chiama e mi invita a questa cena che mi sembrava molto noiosa. Lei è arrivata, mi ha tirato fuori dalla vasca e così poi ho conosciuto quello che è stato mio marito. Abbiamo avuto due figli splendidi che sono la grande soddisfazione della mia vita. L’amore che arriva da loro è cristallino e limpido.
Hai detto: “Sono sanguigna, mi arrabbio, sbraito, faccio fare delle figuracce. Però con me Marco non si annoia mai. Se lo vedo sul divano un po’ apatico lo stuzzico con qualche battuta”. Che battute facevi?
Per molto tempo è stato così. Al di là di Marco, sono una persona fumantina, non le mando a dire. Delle volte non mi piaccio; sto imparando a essere più brava ma non ci sono ancora riuscita a contenere quella che da esuberanza può diventare anche un modo di porsi troppo spigoloso. Devo essere un pochino più morbida e sto imparando a gestire quella rabbia che mi porto dietro dall’infanzia.

Ho scoperto che Berlusconi è stato tra i tuoi corteggiatori più famosi. C’è qualcosa che non hai fatto in tempo a dirgli?
Più volte gli ho detto che gli volevo bene. Berlusconi era un uomo innamorato dell’amore, ma non come qualcuno ha scritto in modo gossipparo. Io sono convinta che Silvio Berlusconi sia stato un grande politico, un grandissimo imprenditore, anche molto scafato e furbo in certe situazioni; ma sono convinta che lui veramente volesse il bene di questo Paese, a suo modo con i suoi difetti e i suoi errori. Restavo colpita quando diceva: “Perché questa persona mi odia? Io non la odio”.
Hai detto: “Oggi va di moda rivendicare la propria libertà mostrandosi senza vestiti: il tempo di Mary Quant è passato. Nobilitare il nudo con il femminismo mi pare una meschinità”. Cosa significa libertà per te?
Cercare di poter fare quello che vuoi senza ascoltare gli ordini degli altri. Scegliere per te stessa e non dipendere economicamente da nessuno. Per questo mi batto sempre per la parità di salari, per la possibilità di accesso al lavoro, agli asili e tutto quello che permette alle donne di essere veramente libere. Quando vedo delle pseudo-cantanti, attrici, presentatrici che per vendere un disco, avere un like in più, usano degli atteggiamenti che portano solo a stigmatizzare il corpo femminile come oggetto di piacere per gli uomini, le trovo assolutamente meschine. Dicono; «Ah, io faccio vedere quello che voglio perché sono libera». È un modo assolutamente meschino di fare le giuste battaglie per le donne. Vanno fatte con coraggio, mettendosi in gioco, sacrificandosi anche ogni tanto. Io penso sempre che la dignità per il proprio corpo e per la propria persona, non devono mai passare in secondo piano.
Se dovessi chiederti di riassumere la nostra chiacchierata con una parola, quale sarebbe e perché?
Sincera. Ho fatto questa intervista come se fosse una seduta dallo psicanalista. Però è bello perché si parla dei propri sentimenti e se sei sincera poi ne esci sempre più forte e meglio.
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