Mirko Frezza: “Ho abbattuto muri e dimostrato che da ultimi si può diventare penultimi”

Come stai? Che momento è questo della vita?

E’ un momento di serenità. Vivo con la prospettiva che possa essere sempre meglio.

Ti hanno descritto come “diretto, schietto, dall’ironia pungente”. Corrisponde tutto? 

Tutto vero, aggiungo anche che ho il dono della sintesi!

Quando hai fatto L’Isola dei famosi hai detto: “Sono della Vergine, sono fissato con l’igiene e per me è stato difficile”. Quali altre caratteristiche della Vergine ti appartengono? 

Sono una persona sincera, mi piace dire agli altri cosa magari può essere più giusto. So che essere schietto può sembrare pesante, ma io ho il dono di capire gli altri. In 53 anni mi sono reso conto che davvero è così per me. 

Di te scrivono: “La vita di Mirko Frezza sembra davvero una sceneggiatura scritta con la polvere delle periferie, i sensi di colpa e una seconda possibilità arrivata quando nessuno sembrava più disposto a concedergliela.” E’ davvero così? 

Io vengo da una periferia e grazie al cinema ho superato i muri che mi ghettizzavano e ho dimostrato che da ultimi si può anche diventare penultimi. Il cinema ha fatto più delle istituzioni. Ad un pregiudicato come me nessuno dava da lavorare.

La recitazione ti ha fatto rinascere e hai trovato una nuova linfa. Hai detto: “Alcuni vecchi amici mi sono stati vicini, anche economicamente. Alessandro Borghi? Un fratello, darei la vita per lui”. Cosa ha scovato in te Borghi?

Dovresti chiederlo a lui (sorride, ndr). Penso abbia visto quello che poi ha notato mia moglie. Hanno visto il vero Mirko e le qualità che col tempo sono riuscito a plasmare e migliorare. Penso abbia notato un racconto di periferia che poteva diventare un insegnamento per tanti altri.

Hai detto che a fare la differenza è stato scoprire che qualcuno ti voleva bene davvero. Tu quando hai imparato a volertene? 

Io ho scoperto che mi volevo bene quando gli altri mi hanno fatto capire l’importanza di volermene. Molti si sono allontanati da me, ma io ho cercato di cambiare per tenere vicine le persone a cui tenevo. 

Hai detto: “La fede è fondamentale: l’ho sempre avuta, persino quando ero un dannato. All’inizio, forse, sono stato più simile a Barabba, adesso cerco di imitare di più Gesù.” Ci stai riuscendo?

Questo non lo so. Sono un aspirante cristiano e solo alla fine scopriremo se sono stato bravo. Ho imparato a vivere negli inferi e spero di riuscirci anche col Paradiso. 

L’arte, l’ascolto, l’inclusione possono salvare e la tua storia ne è testimonianza. Questo è quello che raccontano i temi portanti del Social Tour 2026 che ti vede tra i protagonisti. Perché è importante esserci e cosa c’è bisogno di far capire ancora alle persone?

Lì si parla di violenza sulle donne, dipendenze e altre dimensioni importanti. Lì ho imparato che l’indifferenza è l’arma peggiore che esista al mondo e che bisogna combatterla. Le persone vanno unite e insieme bisogna smettere di essere indifferenti. Tutti abbiamo una storia alle spalle e merita di essere raccontata. 

Hai detto: “Quando vieni da una periferia le opportunità sono poche. Le mancanze mi hanno portato a sbagliare e ho commesso reati. Sora Lella mi piace come donna e diceva sempre: “che vuoi dalla vita?”. Hai trovato la risposta? 

Ora ho tutto ciò che desidero. I miei genitori, mia moglie, i miei figli, tanti amici che sono i miei primi fans…Forse vorrei più soldi (ride, ndr) ma li vorrei solo per aiutare qualcun altro!

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