Maria Teresa Ruta: “Che Belva mi sento?”

Che momento è della sua vita?

E’ un momento stupendo, i nipotini sono fantastici sia Anita che Noah. E’ una gioia, anche il fatto che i loro genitori siano entusiasti. Li ho visti pronti e preparati. 

Di lei hanno scritto: Eclettica e talentuosa, egregiamente brava nel presentare, nel recitare, nel cantare; nel corso della sua carriera ha dato sfogo a mille doti. Grandi e piccini l’hanno conosciuta grazie al piccolo schermo. Si ritrova in questa descrizione?

Talentuosa così tanto, no. Sono una che prova a fare tutto sempre con ironia. Si vede anche dai vestiti strampalati che metto. Non dimentichiamoci che io non salvo vite umane; devo alleggerire e quindi ho sempre fatto un lavoro cordiale. Alla fine, del mondo dello spettacolo amo tutte le sfaccettature e mi piace il fatto di essere un’amica delle donne.

Della ragazza che aveva cominciato a sfilare a 15 anni cosa è rimasto?

Il rapporto con lo specchio. Quando sei una modella ovviamente inizi pensando che il tuo corpo sia un tramite per farti conoscere. Poi quando arriva l’adolescenza resti un po’ condizionato. Se io avessi cominciato a lavorare dopo la laurea, avrei pensato che la mia preparazione scolastica fosse la cosa più importante, ma io invece sono passata attraverso quell’altro tipo di mondo dove l’immagine è tutto. Quindi questo rapporto con la bilancia è la cosa negativa che mi porto dietro.

Ha vissuto tutto della sua adolescenza?

No, infatti ho cercato di dare ai miei figli la vita che non ho avuto. Quindi ho cercato di dare una vita ricca di viaggi, cultura, momenti diversi che non sono solo didattica. Anche perché credo che la didattica italiana abbia necessità di rimodernarsi. Dovremmo andare verso una situazione più da college dove i ragazzi già a 16 anni imparano la propria responsabilità.

Quindi che madre è stata per i suoi figli fino a qui?

Ho lavorato fino all’ultimo giorno della gravidanza. Crescendo loro sono venuti con me e sono stati “costretti” a fare la mia vita. Quando facevo Uno Mattina non mi vedevano per tanti giorni perché loro vivevano a Milano e io lavoravo a Roma. 
Il sabato e domenica ero un po’ uno straccio, ma ero presente. Ad esempio, guardavo tutti i loro disegni e li facevo analizzare da specialista per valutare problematiche. Ho cercato sempre di attenzionarli in qualunque istante. Mi sono resa conto che stavo poco con mio figlio quando una sera mettendolo a letto mi ha detto: “Ma non c’è Ornella (la babysitter) che mi mette a letto?”. Avevo capito che era il momento di cambiare rotta e infatti ho preso il bambino e me lo sono portato a Roma.

Di Amedeo Goria ha detto: Con il senno di poi avrei dovuto chiudere anche il terzo occhio per non vedere le sue marachelle, specie quando partiva in trasferta con le squadre. Gliele ha perdonate tutte?

Tante, non posso dire se sono troppe, però erano sicuramente tante. Oggi sono felice di averlo fatto. Poi ho trovato Roberto vent’anni fa ed è un compagno esattamente come lo cercavo: premuroso, attento, geloso, solido, serio. 

Qual è stato l’amore più grande della sua vita?

Sopra tutti mio padre Giovanni. Poi direi Amedeo, ma inevitabilmente Roberto e prima ancora i miei figli e i miei nipoti.

Poco prima della registrazione le hanno annullato un’intervista a Belve. Gliela faccio io la domanda fatidica: che belva si sente?

Sono un colibrì perché da un punto di vista lavorativo vado di fiori in fiore. Ho fatto la giornalista sportiva e poi ho condotto programmi di intrattenimento. Dall’altra parte sono un gatto che sa sicuramente procurarsi il cibo da solo e non ha bisogno di nessuno, però se gli fai una carezza ti fa le fusa. 

Se dovesse riassumere in una parola la nostra chiacchierata, quale sarebbe?

Libertà. Perché mi sono sempre espressa con franchezza e questo mi ha sempre contraddistinto. La libertà di esprimere le mie opinioni senza aver paura del giudizio altrui. 

Intervista di Simone Lemmo, tratta dal settimanale Vero (28/05/2026)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.