Lorenzo Mirandola, esce “Quando il cielo si accende”: il libro del cacciatore di aurore boreali

C’è chi sogna di vedere l’aurora boreale almeno una volta nella vita e chi ha deciso di dedicarle la propria esistenza, inseguendola attraverso i paesaggi più remoti dell’Artico. È la storia di Lorenzo Mirandola, ingegnere ambientale e cacciatore di aurore boreali, diventato un autentico fenomeno sui social grazie a una community di oltre 600mila follower su Instagram. Dal 27 ottobre 2026 arriva in tutte le librerie “Quando il cielo si accende – La mia vita a caccia di aurore boreali”, il suo primo libro, pubblicato da Rizzoli e disponibile anche negli store online.

Un’opera che nasce dall’esperienza diretta di uno dei più conosciuti Aurora Hunters italiani, capace di trasformare una passione coltivata fin dall’infanzia in una professione. Soltanto nell’ultima stagione Mirandola ha assistito a oltre 210 aurore boreali, attraversando territori innevati, affrontando temperature estreme e percorrendo centinaia di chilometri alla ricerca delle condizioni ideali per ammirare uno degli spettacoli naturali più affascinanti del pianeta.

“Quando il cielo si accende” intreccia autobiografia, divulgazione scientifica e racconto di viaggio, accompagnando il lettore in un’avventura scandita da attese, imprevisti e improvvise esplosioni di luce. Ad arricchire il volume, numerose fotografie realizzate sul campo, testimonianza di una quotidianità vissuta a stretto contatto con la natura artica.

«Sono molto contento di uscire con questo mio libro – racconta Lorenzo Mirandola – è un progetto in cui esce tutta la mia passione per l’aurora boreale. Oltre al mio percorso tra aneddoti, viaggi alla scoperta dell’aurora, curiosità e consigli preziosi, all’interno dell’opera non mancano anche incursioni tecniche, sempre con un linguaggio chiaro e comprensibile, per avvicinare tutti a questo fenomeno del cielo unico, cercando di fare chiarezza anche su falsi miti, credenze e fake news sull’aurora».

Lorenzo Mirandola e il segreto per vedere l’aurora boreale

Il messaggio che attraversa il libro è chiaro: l’aurora boreale non si aspetta, si insegue. Una convinzione maturata dopo anni di spedizioni e osservazioni sul campo, che Mirandola accompagna a un invito a non affidarsi esclusivamente alla tecnologia.

Trovarsi in Lapponia, infatti, non garantisce automaticamente la possibilità di assistere al fenomeno. Occorre interpretare le condizioni meteorologiche, monitorare l’attività solare e soprattutto essere pronti a cambiare programma in qualsiasi momento.

«Molte volte bisogna guidare ore, cambiare Paese, scappare dalle nuvole, controllare i venti, l’umidità, il vento solare, i gap nel cloud cover. Insomma: bisogna cacciarla, non aspettarla l’aurora», spiega Mirandola, sottolineando come le applicazioni dedicate agli avvistamenti possano rappresentare uno strumento utile, ma non sostituire l’esperienza e la conoscenza delle condizioni atmosferiche locali.

Da anni residente a Rovaniemi, in Lapponia finlandese, Mirandola ha costruito intorno a questa passione anche un’attività professionale. Insieme a Luisa Schaffner ha dato vita ad Arctic Road Trips, un progetto che propone esperienze di viaggio in piccoli gruppi, attraverso Finlandia, Svezia e Norvegia. Dagli itinerari giornalieri alle spedizioni di tre o quattro giorni, il percorso viene adattato alle condizioni meteorologiche e ai movimenti dell’aurora, privilegiando un approccio autentico e rispettoso dell’ambiente.

Aurore boreali nel 2026 e 2027: i falsi miti da sfatare

Nel libro trovano spazio anche le domande più frequenti di chi sogna un viaggio nell’Artico. Il 2026 e il 2027 saranno davvero anni particolarmente favorevoli per osservare l’aurora boreale? Secondo Mirandola, le previsioni vanno interpretate con prudenza e non possono trasformarsi in garanzie di avvistamento.

La maggiore attività solare registrata in prossimità del massimo del ciclo solare può favorire il fenomeno, ma non elimina il ruolo determinante delle condizioni atmosferiche. Mirandola ricorda, inoltre, di aver assistito ad alcune delle aurore più spettacolari della propria vita proprio durante gli anni di minore attività solare, tra il 2020 e il 2022.

Tra le convinzioni da superare c’è anche quella secondo cui la luna piena impedirebbe di vedere l’aurora, oppure che sia indispensabile un indice geomagnetico Kp particolarmente elevato. E non esiste nemmeno un orario prestabilito in cui il cielo possa improvvisamente illuminarsi.

«Personalmente in relazione a questi falsi miti ho visto aurore fortissime anche con la luna piena, con Kp0 e a qualsiasi ora della notte», sottolinea l’autore.

Quando andare in Lapponia per vedere l’aurora boreale

Per chi desidera organizzare un viaggio alla scoperta dell’aurora boreale, Mirandola individua due periodi particolarmente suggestivi. Il primo va dalla fine di agosto alla metà di novembre, quando le temperature sono generalmente meno rigide e i colori del cielo possono riflettersi sulle superfici dei laghi. Il secondo si estende dalla metà di gennaio all’inizio di aprile, quando la neve trasforma il paesaggio artico in uno scenario fiabesco.

Al di là dei consigli pratici, “Quando il cielo si accende” è soprattutto il racconto di una scelta di vita. Quella di un uomo che ha deciso di seguire il proprio sogno, accettando l’imprevedibilità della natura e trasformandola nella parte più emozionante del proprio lavoro.

Perché l’aurora boreale non è un monumento da visitare o uno spettacolo che si ripete ogni sera alla stessa ora. Può apparire all’improvviso, illuminare il cielo per pochi istanti e poi scomparire. Ed è proprio questa sua natura irripetibile a renderla tanto desiderata.

Con il suo debutto editoriale, Lorenzo Mirandola prova a restituire attraverso immagini e parole l’emozione di quegli incontri fugaci con la luce, invitando i lettori a spingersi oltre i propri confini e a trovare il coraggio di inseguire ciò che li appassiona.

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