Riportare la musica classica tra la gente, senza barriere, è la missione del Maestro Marco Severi, protagonista del nuovo allestimento de La Traviata in scena il 28 luglio in Piazza del Campo a Siena. Un evento straordinario che segna il ritorno dell’opera lirica nella celebre piazza dopo oltre vent’anni.
L’ex primo violoncello dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, oggi direttore d’orchestra affermato, guiderà l’esecuzione in uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva. L’obiettivo? Restituire dignità al suono, restituire l’opera ai cittadini.
L’opera torna nel cuore civico della città
Per Severi, suonare all’aperto non è un compromesso, ma un atto culturale e politico: “Dirigere in piazza restituisce dignità al suono. Portare l’opera fuori dai teatri non significa ridurla, ma ricondurla al centro della vita pubblica. Dove è nata, e dove dovrebbe tornare.”
Piazza del Campo si trasformerà così in un palcoscenico urbano, dove la cultura incontra la comunità, in una dimensione di ascolto e partecipazione.

Il direttore come facilitatore, non come autorità
Il percorso di Marco Severi affonda le radici nella pratica orchestrale, ma si sviluppa in una direzione umana e relazionale. “La musica emerge dal confronto, non dall’imposizione – spiega –. Il direttore deve facilitare, non dominare.”
Questa visione orizzontale si riflette nel lavoro quotidiano con l’orchestra e con il pubblico. Una concezione della musica classica come linguaggio vivo, accessibile, e in grado di parlare a tutti.
La musica classica e il pubblico giovane: una sfida possibile
L’idea di rinnovare il pubblico della musica classica è più concreta di quanto si pensi. Secondo un’indagine condotta dal Royal Philharmonic Orchestra nel 2024, il 65% degli under 35 ascolta musica classica regolarmente, più degli over 55.
È proprio questo pubblico che Marco Severi cerca di coinvolgere: non con artifici, ma con contenuti di qualità, accessibilità e coerenza. “C’è bisogno di accorciare le distanze – conclude Severi –. Ma con contenuti, non con scorciatoie. La musica classica ha ancora molto da dire. Va fatta vivere con strumenti adeguati.”
Una carriera dedicata alla musica
Oltre al lungo impegno al Maggio Musicale Fiorentino, Marco Severi ha diretto opere liriche come Nabucco, La Bohème, Don Giovanni, Tosca ed Elisir d’amore, lavorando con prestigiose formazioni tra cui l’Orchestra Sinfonica di Sanremo e l’Orchestra Maderna.
Ha collaborato con registi come Grisha Asagaroff e si è esibito in teatri come il Goldoni di Livorno, il Sociale di Rovigo, il Verdi di Lucca, Torre del Lago, Cortona e Piombino.
“Da cuore a cuore”: la musica come bene comune
Alla fine di ogni concerto, Marco Severi saluta il pubblico con una frase che riassume la sua visione della musica: “Da cuore a cuore”, ispirata alla Missa solemnis di Beethoven.
Non è una semplice formula, ma un richiamo alla musica come esperienza condivisa, come linguaggio universale capace di unire e abbattere le barriere.