Inaugurato al porto di Napoli “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”, il grande murale che unisce Napoli e New York

È stato inaugurato il 22 maggio, presso il porto di Napoli, “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”, il monumentale murale dedicato alla memoria dell’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti e al legame profondo tra Napoli e New York.

L’opera, realizzata dall’artista napoletano Vittorio Valiante, nasce da un’idea dei promotori Francesco Andoli e Germana Valentini, in collaborazione con INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, grazie all’accoglienza e al sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

Il progetto gode del patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e del Museo del Tesoro di San Gennaro.

Un murale nel luogo delle partenze

Il murale si trova di fronte al Molo San Vincenzo, luogo simbolico da cui migliaia di italiani partirono tra la fine dell’Ottocento e il Novecento alla ricerca di lavoro, speranza e futuro.

“In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo” non è soltanto un’opera di arte urbana, ma una grande narrazione visiva costruita intorno ai temi della memoria, dell’identità e dell’appartenenza. Sulla superficie concessa dall’Autorità Portuale compaiono volti di uomini, donne e bambini realmente esistiti, ricostruiti attraverso fotografie storiche e memorie familiari.

Ogni figura racconta una storia autentica, accessibile attraverso un QR code che permette al pubblico di conoscere biografie, testimonianze e percorsi migratori.

Il filo rosso tra Napoli e l’America

Elemento centrale dell’opera è un filo rosso che attraversa l’intera composizione. È il simbolo del legame tra chi partiva e chi restava, richiamo ai fili che molte famiglie stringevano nel momento dell’addio e, allo stesso tempo, riferimento al sangue di San Gennaro, patrono di Napoli e dei migranti.

Quel filo rosso non si ferma al porto di Napoli: proseguirà idealmente fino a New York, dove sarà realizzato un secondo murale, “In Sanguine Foedus. Il Santo”, nel cuore di Little Italy, su Mulberry Street.

L’opera americana rappresenterà San Gennaro in chiave contemporanea e popolare, completando un unico racconto visivo capace di attraversare oceano, tempo e generazioni.

Il progetto tra arte, memoria e documentario

Il più ampio progetto “In Sanguine Foedus” comprende anche la realizzazione di una copia in bronzo della storica statua di San Gennaro presente sul Molo San Vincenzo. La statua, realizzata dall’artista Dante Mortet, sarà collocata nella Little Italy di Manhattan come simbolo permanente del legame tra Napoli e New York.

A completare il percorso sarà inoltre un documentario dedicato alla realizzazione delle opere e alle storie personali degli emigranti e delle famiglie italoamericane coinvolte.

Le foto ufficiali del progetto sono a cura di Sergio Siano.

Le dichiarazioni dei promotori

«Vedere oggi questo progetto diventare realtà è per me un’emozione difficile da raccontare con parole semplici», ha dichiarato Germana Valentini. «Da anni, attraverso libri, racconti e trasmissioni televisive, provo a dare voce alle storie degli emigranti italiani. Dietro ogni partenza esiste una storia unica, fatta di coraggio, nostalgia, sacrificio e amore».

Per Francesco Andoli, il progetto «nasce come straordinario tributo ai nostri emigranti sparsi in ogni angolo del mondo». Il filo rosso, ha spiegato, diventa «metafora di una linea rossa di sangue, simbolo di identità, cultura e appartenenza: il sangue di San Gennaro».

Cuccaro: “Un simbolo della memoria e dell’identità”

«Questo murale rappresenta molto più di un’opera d’arte urbana: è un simbolo della memoria, dell’identità e del profondo legame che unisce Napoli agli Stati Uniti», ha dichiarato Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

Cuccaro ha sottolineato come dal porto di Napoli siano partiti migliaia di uomini e donne che hanno contribuito alla nascita e alla crescita della comunità italo-americana, mantenendo vivo il rapporto con le proprie radici.

Il sostegno delle istituzioni

Alla conferenza stampa, moderata dallo scrittore Luca Delgado, sono intervenuti, tra gli altri, Terrence Flynn, Console Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Paolo Masini, presidente del MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, Joseph Gulino per NIAF e i rappresentanti degli enti e delle aziende che hanno sostenuto la produzione.

Tra i sostenitori del progetto figurano Fondazione Banco di Napoli, NIAF – National Italian American Foundation, L’Antica Pizzeria da Michele in the world, Mulino Caputo, Sorì Italia, La Reggia Designer Outlet e Horecapp.

Con “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”, il porto di Napoli diventa così non solo luogo della memoria, ma spazio vivo di racconto collettivo: un ponte visivo ed emotivo tra il passato dell’emigrazione italiana e il presente di una comunità che continua a riconoscersi nelle proprie radici.

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