Un anno fa mi hai detto: “Troverete una Marta sicuramente più matura, sempre più anticonformista, innomadima e ribelle”. Quanto rimarrà di questi aspetti e cosa scopriremo di nuovo?
Questi aspetti rimarranno perché fanno parte del carattere di Marta. E’ una donna forte e ribelle che si è voluta subito rimboccare le maniche e farsi da sola, costruirsi la sua vita e la sua indipendenza. Quest’anno la ritroviamo, però, anche più cinica e distaccata, soprattutto rispetto a delle questioni che vengono fuori nella sua famiglia.
Hai dato anima, cuore e volto a Marta Guarnieri. Lei che cosa ti ha dato?
La capacità di entrare nei panni degli altri, di capire e sentire che cosa si muove dentro ognuno di noi. Quindi, esercitare compassione, empatia, entrare veramente totalmente nei panni dell’altro e questo è un bel aspetto che mi ha dato Marta. Mi ha insegnato ad ascoltare un po’ di più.
Di te scrivono: “Di questa bellezza senza tempo con lo sguardo, che rapisce e incanta, colpiscono il delicato equilibrio e l’intelligenza elegante. Gloria è viva, energetica e sincera. Racconta la sua vita e le sue esperienze, portando con sé una luce sottile e rara, capace di illuminarla sempre”. E’ tutto giusto?
Non lo so se effettivamente è giusto o sbagliato. Sicuramente per certi aspetti mi ci rivedo.
Di questo delicato equilibrio di cui si parla, cosa rivendichi? E’ stato un tratto che hai sempre avuto?
Ci provo. È un grande lavoro che faccio ogni giorno da quando sono piccola. Le esperienze della vita ti insegnano con il tempo a trovare un equilibrio e soprattutto a lasciare andare delle cose. Magari quando si è piccini si è più ribelli, si è più incavolati con la vita. Crescendo ti rendi conto che quell’atteggiamento puoi anche imparare ad ascoltarlo e trasformarlo. Non è sempre facile. Siamo umani e siamo qui anche per sbagliare e per imparare

Hai detto: “Ho lasciato il mio paese quando avevo vent’anni per inseguire i miei sogni. Ho deciso di farcela da sola, senza l’aiuto di nessuno”. Quando ti guardi indietro che Gloria rivedi?
La Gloria del passato ha avuto tante responsabilità per l’età che aveva, infatti quando mi rapportavo con le mie colleghe o con le mie amiche, sentivo di essere un pochino più grande rispetto all’età che avevo; sentivo addosso tante responsabilità. Oggi mi sento di aver smollato un po’, ma io me le prendevo tutte perché era così e doveva andare così evidentemente. Oggi mi sento molto più leggera, sto vivendo una spensieratezza che avrei voluto vivere a vent’anni.
Hai detto: “Prima di iniziare l’esperienza de “Il Paradiso delle signore”, ero tornata a casa e avevo lasciato Roma. Mi stavo allontanando dal mio sogno. Sono stata sei mesi in Puglia da mia madre. Mi mancava essere figlia. Ho pregato tanto, mi sono ascoltata, ho trovato di nuovo il mio equilibrio”. Andiamo con ordine: cosa ti mancava dell’essere figlia?
Ho dovuto prendere le redini in mano di alcune questioni familiari e quindi non ho potuto vivere questa spensieratezza e questo ruolo di figlia nel profondo, come avrei voluto io in realtà: ovvero da adolescente spensierata che si confida con la propria mamma. Dovevo essere un po’ io la mamma in alcuni casi rispetto ad alcune questioni.

Hai parlato del rapporto con la preghiera. Pregare significa mettersi in ascolto o chiedere qualcosa a qualcuno?
Io quando prego non chiedo, mi metto in ascolto e ho sempre pensieri d’amore verso le persone, verso quello che accade. Prego più per il bene degli altri che per me e non chiedo.
Oggi sei più felice o più serena?
Entrambe.
Marta Guarnieri è più felice o più serena?
È felicissima, Marta è felicissima.