Più di dieci anni di carriera, palchi condivisi con i grandi nomi della musica e un passaggio agli storici Abbey Road Studios di Londra. Gemini non è solo un cantautore, ma un vero e proprio artigiano delle emozioni. Capace di unire la profondità della grande scuola cantautorale italiana con sonorità fresche e contemporanee, si è ormai consolidato come una delle voci più sincere, autentiche e visionarie della nostra scena musicale.
Con il suo ultimo album, Universi, Gemini ha scelto di raccogliere tutto il suo percorso in un mosaico intimo e pulsante. Il disco è un viaggio senza filtri attraverso l’amore in ogni sua singola declinazione: da quello che travolge all’improvviso cambiandoti la vita, a quello che ferisce o che spinge a guardare oltre i propri limiti. È un racconto profondo in cui la leggerezza spensierata si intreccia con l’immaginazione e la vertigine, lasciando a chi ascolta lo spazio vitale per ritrovarsi dentro ogni melodia.
“Non cerco risposte, ma connessioni: se anche solo una persona si riconoscerà in queste parole, allora avrò raggiunto il senso di tutto.”
Ed è proprio la ricerca di questa connessione pura che fa da filo conduttore alla sua ultima uscita. Dopo i successi dei brani precedenti, dal 10 aprile è in rotazione radiofonica il nuovo singolo Dai dai dai. Un pezzo che scava nei chiaroscuri e nella fragilità dei rapporti umani, raccontando quel limbo delicato e doloroso in cui ci si ostina a restare, pur sapendo che qualcosa si è già spezzato.
Tra influenze di giganti come Battisti, Dalla e Vasco, e le atmosfere malinconiche del lungomare di Sabaudia, ecco cosa ci ha raccontato.

Nel nuovo singolo Dai dai dai affronti la fragilità dei rapporti umani: quanto c’è di autobiografico in questo racconto sospeso tra il restare e l’andare via?
C’è tanto, forse troppo. Dai dai dai nasce proprio da quella sensazione che tutti conosciamo: restare anche quando sai che forse dovresti andare via. Non è una storia precisa, è più un insieme di momenti vissuti, miei e delle persone intorno a me. È quel limbo dove continui a dirti “dai, resistiamo ancora un po’”, anche quando qualcosa dentro si è già rotto.
Hai definito questo brano come uno dei più intimi di Universi: è stato più difficile scriverlo o interpretarlo?
È stato sicuramente più difficile interpretarlo. Per la scrittura mi sono affidato alla penna di Giordano Spagnol e insieme a lui e al mio producer Gerolamo Sacco è nata questa canzone. Però quando poi devi cantarla, cambia tutto: devi entrarci dentro davvero, farla tua. È un brano che ogni volta ti mette a nudo, non puoi nasconderti.
In Dai dai dai si percepisce un richiamo alla tradizione cantautorale italiana: quali artisti hanno influenzato maggiormente questo tuo lato più “nudo” e diretto?
Sono cresciuto ascoltando tanta musica italiana dove il testo conta davvero, da Lucio Battisti a Lucio Dalla fino a Vasco Rossi. Sicuramente mi porto dentro quel modo di raccontare semplice ma profondo, senza troppi giri. Poi cerco sempre di mescolarlo con qualcosa di più attuale, più mio. Mi piace quando una canzone sembra una confessione detta a bassa voce.
Il videoclip, ambientato sul lungomare di Sabaudia, gioca molto sulla distanza e sull’incontro: quanto è importante per te tradurre visivamente le emozioni delle tue canzoni?
È fondamentale. Per me il videoclip non è un’aggiunta, è un altro modo di raccontare la stessa emozione. A volte le immagini riescono a dire cose che la musica lascia sospese. In “Dai dai dai” la distanza fisica diventa proprio il simbolo di quella emotiva, di due persone che si cercano ma non riescono mai davvero a trovarsi.
Con l’album Universi costruisci un vero e proprio viaggio nell’amore in tutte le sue forme: che tipo di “connessione” speri si crei tra te e chi ascolta?
Spero una connessione vera, anche fragile. Mi piacerebbe che chi ascolta si riconoscesse davvero in quello che provo, come se qualcuno riuscisse finalmente a dare forma a emozioni che spesso restano confuse dentro di noi. “Universi” è fatto di tante sfumature dell’amore, anche quelle più scomode. Se qualcuno si ritrova anche solo in una frase, per me è già tutto.
Guardando al tuo percorso, dalle prime produzioni fino a oggi, in che modo senti di essere cambiato come artista e come persona.
Oggi ho meno paura di dire le cose come stanno. All’inizio cercavo di proteggermi un po’, adesso invece mi interessa essere sincero, anche se significa espormi di più. Come persona credo di aver imparato ad accettare le mie fragilità, e come artista ho capito che è proprio lì dentro che nascono le canzoni migliori.