Gabriele Corsi: “Sono le persone che fanno la differenza”

Mentre si prepara per l’Eurovision 2026 ammette: “Studio sempre. Mi sono appuntato i rappresentanti delle varie nazioni e perché cantano quella canzone. C’è una varietà musicale incredibile”. 

Sei sempre affiancato da personaggi imprevedibili: Malgioglio, Big Mama, Maionchi e ora Lamborghini. Quanto ti stimolano personaggi così ingestibili?

Con Cristiano ho commentato l’anno della vittoria dei Maneskin; Mara è una persona che amo tanto, anche con Big Mama è stata un’esperienza stimolante. Io sono quello che racconta le curiosità, quindi il tocco imprevedibile è necessario. 

In libreria c’è Un uomo da poco, la tua nuova fatica letteraria. Scrivi: “Come si diventa ciò che non si è”. Lo hai capito?

Mi sono chiesto se si può essere qualcosa di diverso. Nella vita ti fermano e si incontrano persone prive di scrupoli, che dicono cose orrende. E mi sono chiesto se una persona perbene può trasformarsi…

Infatti, il tuo protagonista Francesco avvia un esperimento. Decide di trasformare la gentilezza in durezza, la disponibilità in indifferenza, la correttezza in calcolo. Ciò che cerca è la libertà di infrangere le costrizioni morali. Come si fa?

Costantino Della Gherardesca nel cellulare mi ha salvato il buono. Forse esagera, però io sono strutturato in un modo tale che raramente sono scortese o respingente. Quando non ci sarò più comunque penserò che per qualcuno sono stato importante. Non faccio la rivoluzione, ma provo a lasciare il mondo leggermente migliore di come l’ho trovato. Per questo ho trascorso l’ultimo anno in standby facendomi tante domande. 

Vada il buono, ma ti hanno definito anche divertente, sincero e sensibile. Ti ritrovi?

Credo che la mia sensibilità stia diventando un problema. Adesso mi commuovo anche se vedo una bella pubblicità. Sta cominciando a diventare un po’ complicato (sorride, ndr)

A Verissimo hai detto che ti sei preso un periodo per goderti le tue persone. Come va?

La mia situazione familiare è complicata, ho papà allettato e cerco di stare spesso con mamma. Ho capito che la vita è fatta di incontri e di tempo che non torna. La cosa più importante è chiedersi: avrò dedicato abbastanza tempo? Sono felice di aver lavorato meno quest’anno e di essermi dedicato alla famiglia; altrimenti anche il lavoro diventa una sorta di meccanismo nel quale tu sei continuamente qualcosa senza capire. 

ROME ITALY – MAY 08,2026: Italian tv presenter Gabriele Corsi during the presentation of the Rai Tv Eurovision song contest. (Photo credit should read Marco Ravagli/Future Publishing via Getty Images)

Come si racconta uno spaccato di vita così personale senza risultare banali?

La storia di questo libro è frutto di un sogno e di una promessa che avevo fatto ad un infermiere. Ho cercato di raccontare il mondo dei manicomi senza caricare di significati o fronzoli. Poi sui social cerchiamo di dare a tutti un’immagine bellissima della vita. Però io sulla famiglia e su me stesso ho un pudore molto forte e penso di doverla difendere senza nasconderla. Bisogna raccontare e condividere con parsimonia. 

Parlando del tuo papà hai detto: Gli racconto tutto e mi mancano i suoi consigli. Ci si chiede sempre che padre sono stato e io mi chiedo anche che figlio sono stato. Che risposta ti dai?

Sono stato complicato. Solo oggi ho capito quanto puoi preoccuparti del futuro di un figlio. Io e mia moglie abbiamo fatto scelte diverse rispetto a quelle dei nostri genitori. I miei non potevano sempre consigliarmi o darmi aiuto perché venivano da mondi diversi, però mi hanno sempre supportato. 

Fino a qui sei stato più felice o sereno?

Sono talmente belle queste domande che mi metti in difficoltà! (sorride, ndr) La serenità è una forma di felicità, e non significa accontentarsi ma avere coscienza di quello che si ha attorno.

Italian tv host Gabriele Corsi during the photocall for the presentation of the Eurovision Song Contest 2026 at the Rai headquarters on Via Teulada. Rome (Italy), May 8th, 2026 (Photo by Massimo Insabato/Archivio Massimo Insabato/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Nel passato ci sono cose che ti provocano più nostalgia o più rabbia?

Nostalgia, anche se ho imparato che in nave lasciando il porto devi guardare dove vai e non cosa lasci. 

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che tu volevi dirmi?

Vorrei sapere se anche tu sei felice…

Sono felice e ti dico anche che sono sereno. Senza piaggeria ammetto che dopo questa chiacchierata avrò con me un bagaglio più ricco.  

Lo stesso è per me. Scrivendo il libro mi sono chiesto: con chi ero quando sono stato felice? E’ vero che ci sono luoghi che ti riempiono il cuore, ma alla fine sono le persone che fanno la differenza. 

Di Simone Lemmo, tratta dal settimanale VERO (12 maggio 2026)

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