Dall’intuizione di Stefano Finocchiaro, giovane e talentuoso Amministratore Delegato del Gruppo Altea (che da pochi giorni ha scelto di cambiare nome in Hiperia, definendo anche un nuovo perimetro di business), imprenditore eclettico, con una visione del futuro dell’impresa fresca e innovativa, è nata l’idea di dar vita, insieme al Presidente di Globe Italia, Matteo Favero, a Energy Mundi, il primo evento del Sud che individua nella Sicilia la protagonista delle nuove strategie energetiche e che si è svolto ad Acireale il 22 e 23 maggio scorsi.
La Sicilia, per storia e posizione geografica, rappresenta il principale hub energetico del Mediterraneo e può avere un ruolo centrale nelle nuove strategie energetiche e di cooperazione internazionale, anche grazie alle opportunità offerte dal Piano Mattei voluto dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Questo è il messaggio emerso nella prima edizione di Energy Mundi, promossa da Globe Italia e dal Gruppo Altea.
Nasce così la comunità di ENERGY MUNDI: un luogo permanente di confronto tra istituzioni, imprese e territori, con la convinzione che la sostenibilità debba arrivare anche ai cittadini che non possono permettersela. Solo allora le opportunità diventeranno sviluppo reale. Ma anche uno spazio di confronto tra istituzioni, imprese, mondo accademico e stakeholder per affrontare i principali scenari energetici contemporanei. Un’occasione concreta per leggere il presente e costruire le strategie dei prossimi anni.

I lavori, i molteplici autorevoli interventi e il dibattito hanno affrontato alcune delle principali tematiche che incidono oggi sullo sviluppo del settore energetico.
«La Sicilia, regione protagonista della transizione energetica, con Energy Mundi vuole diventare stabilmente luogo di dibattito e di confronto per disegnare la nuova mappa dell’energia. Per questo, oltre a pubblicare gli atti del convegno, tradurremo gli argomenti dibattuti nei tavoli tematici in proposte da rivolgere a tutti i player impegnati nella transizione energetica», ha dichiarato Stefano Finocchiaro. «Abbiamo, come Gruppo Altea e insieme a Globe Italia, voluto che la prima edizione di Energy Mundi fosse concentrata ad Acireale, in Sicilia, perché riteniamo che la Sicilia sia a pieno titolo un soggetto importante nello svolgimento della transizione energetica. E siamo qui insieme a tutti i soggetti della filiera della transizione energetica. Il mondo dell’energia proveniente da fonti rinnovabili è complesso e variegato: speriamo che questo evento possa rimappare i rapporti tra tutti gli stakeholder affinché la transizione energetica in Sicilia possa scorrere in modo più fluido ed efficace».
I lavori sono stati aperti da Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, che ha rivolto un appello diretto ai player presenti: «Viviamo una fase internazionale complessa che impone visione, programmazione e capacità di costruire alternative concrete. Il confronto è fondamentale, ma non basta: la politica deve intervenire in maniera diretta e sostanziale. Per questo chiedo agli importanti operatori presenti oggi di consegnare proposte concrete e attuabili da portare direttamente ai tavoli della politica regionale e nazionale. Solo così potremo trasformare le opportunità in sviluppo reale per la Sicilia e per l’Italia».
«È necessario studiare, discutere e proporre una nuova politica industriale sia a livello nazionale, ma anche e soprattutto per la Sicilia. Le politiche energetiche devono essere verdi, innovative (cioè orientate dalla transizione digitale, dalla ricerca e dal trasferimento tecnologico), giuste (devono cioè guardare agli equilibri territoriali e dare un importante contributo alla coesione sociale) e di “visione”, ovvero capaci di promuovere nuovi modelli di sviluppo economico e sociale con al centro la buona occupazione», afferma Anthony Barbagallo, deputato del PD.

Anche grazie alla ricchezza di risorse naturali – sole e vento, che hanno già consentito di raggiungere i target PNIEC sulle rinnovabili –, al sistema portuale strategico nel quadrante euro-mediterraneo e a poli industriali impegnati nella transizione, dall’idrogeno verde ai biocarburanti, la Sicilia rappresenta un esempio compiuto di integrazione energetica.
«La Sicilia dovrebbe essere un hub energetico già da decenni», ha aggiunto Diego Bivona, presidente di Confindustria Sicilia. «Per farlo è necessario un dialogo costante tra istituzioni e imprese, basato sui dati e sulle reali necessità di approvvigionamento. In questo senso la task force istituita dal governo regionale – di cui Confindustria Sicilia fa parte – va nella giusta direzione. Ed è centrale la definizione di obiettivi sostenibili, soprattutto a livello europeo, perché altrimenti il rischio è quello di rendere le nostre aziende non competitive nel panorama mondiale».
I lavori sono stati chiusi da Gianni Di Scipio, capo dell’Ufficio legislativo del MASE, e hanno visto la partecipazione, tra gli altri, di Fabrizio Penna, capo del Dipartimento Unità di Missione PNRR del MASE e, da ieri, nuovo Direttore Generale dell’ISPRA.
L’analisi si è concentrata, da un lato, sull’evoluzione delle tecnologie e delle fonti rinnovabili; dall’altro, sui processi autorizzativi, sulle infrastrutture e sulle modalità di integrazione nei sistemi esistenti. A questi aspetti si affianca una dimensione più ampia, connessa agli equilibri geopolitici e ai flussi energetici tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente.
Il progetto è stato curato, insieme a Stefano Finocchiaro e Matteo Favero, da Luigi Pulvirenti, Public Affairs Manager di Hiperia, attento e profondo conoscitore delle politiche locali in materia di energia e da sempre promotore di una cultura dello sviluppo della Sicilia nel confronto con le realtà che operano sul territorio nazionale, con uno sguardo anche ai mercati internazionali.
Gli ospiti dell’evento sono stati accolti in una delle zone della costa più affascinanti della Sicilia, che va dal panorama offerto dalla Villa Belvedere di Acireale fino alla Baia Verde di Aci Castello, e non sono mancati momenti di approfondimento culturale che testimoniano l’interdisciplinarità dei vari ambiti e, addirittura, il legame tra il tema dell’energia e l’arte, come testimonia il discorso tenuto dall’avvocato Francesco Malfitano, eoliano di nascita, romano d’adozione e consigliere del Ministro della Cultura: «L’energia non è solo ciò che alimenta le nostre città, ma ciò che dà vita a una civiltà; l’arte nasce proprio dal dialogo dell’uomo con questa forza, trasformandola in bellezza e significato. Oggi, in un mondo ricco di energia ma spesso povero di attenzione e interiorità, la cultura rappresenta un’energia civile capace di rigenerare territori, comunità e identità. La vera transizione non può essere soltanto tecnologica: deve essere anche culturale ed estetica, perché proteggiamo davvero solo ciò che riconosciamo come bello. L’arte, infine, trasforma la materia e le emozioni in luce, ricordandoci che il futuro ha bisogno non solo di energia, ma di un’energia con un’anima».
L’appuntamento è per l’anno prossimo con un programma sempre più ricco, che metta in connessione le vecchie generazioni e i giovani di questa poliedrica e strategica regione del Mediterraneo.