Elisa e Marco Mengoni: “Ne “Il Re Leone” tutto il nostro amore per mamma Africa”

Il prossimo 21 agosto arriverà nelle sale cinematografiche italiane IL RE LEONE il nuovo film della Disney diretto dal regista Jon Favreau (LEGGI ANCHE: Il Re Leone: il nuovo trailer ufficiale italiano). Realizzato con tecniche cinematografiche all’avanguardia, IL RE LEONE riporta sul grande schermo i protagonisti del classico Disney del 1994 – che ottenne due Oscar per la sua realizzazione nella musica – con due voci d’eccezione: Marco Mengoni è Simba, il giovane erede al trono della savana, mentre Elisa è Nala, amica d’infanzia di Simba (nella versione originale i doppiatori sono Donald Grove e Beyoncé).

I due artisti erano presenti alla conferenza stampa tenutasi a Roma questa mattina e hanno raccontato con entusiasmo questa nuova avventura.

A quali emozioni avete attinto per interpretare i vostri personaggi in questa nuova versione?

Elisa: “Le emozioni su cui abbiamo lavorato insieme a Fiamma Izzo, che è stata il mio faro, sono soprattutto la fierezza e la combattività di Nala. È un personaggio che cambia la storia disobbedendo e andandosene per cercare una soluzione”.

Marco Mengoni: “La mia prima esperienza al doppiaggio è servita molto (Lorax – Il guardiano della foresta, ndr). Anche in quell’occasione c’era al mio fianco Fiamma Izzo ma in questa nuova esperienza ho dovuto lavorare molto perché il personaggio muta. Da piccolo erede al trono si ritrova a vivere la sua giovane età con più spensieratezza, spronato da Pumbaa e Timon; poi deve prendere in mano le redini della situazione tornando al suo destino. Se per quanto riguarda l’ultima parte del film abbiamo lavorato molto sulla fierezza, per la prima ho giocato le mie carte: quelle di un giovane ragazzo ovvero me stesso. In alcuni momenti mi sento ancora Peter Pan, non vorrei prendermi delle responsabilità. In questo caso abbiamo lavorato molto sul prendersi responsabilità della propria vita”.

Cosa rappresenta nella vostra vita la versione animata del 1994?

Elisa: “Ricordo sicuramente la musica e alcune scene mitiche e iconiche come il saluto degli animali all’inizio del film. Essendo un’amante della natura in quel film ho ritrovato la naturalezza nel raccontare il rapporto tra gli animali e un calore che ho sempre amato sin da bambina”.

Marco Mengoni:Avevo 5 anni quando è uscito, poi l’ho rivisto a 13 anni. “Il Re Leone” credo che abbia fatto parte della crescita di tutti. La cosa che ricordo di più è il legame che ho avuto sempre con mamma Africa ma che penso abbiamo un po’ tutti. Musicalmente l’Africa è una fonte di ispirazione eterna, anche perché si è diramata nel blues, nel soul e nel jazz. Sono stato in Tanzania per un viaggio e mi sono accorto che esiste davvero il mal d’Africa. Per forza devi essere legato a questo film che ne decanta la bellezza”.

(photocall Il Re Leone)


Elisa, com’è stato rivedere il film a distanza di anni in veste da mamma, con i tuoi bambini?

Elisa: “Rivedere un film del genere con i propri figli è molto più profondo, ti porta ad osservare le loro reazioni. Non guardi il film ma cosa fanno loro, vuoi vedere se si commuovono nei punti in cui da bambina piangevi: a me ha fatto l’effetto di una sorta di “carta d’identità genetica emotiva”. Devo dire che piangevo molto di più io, forse sono bambini moderni. La morte di Mufasa è un momento difficile che mi colpì molto mentre i miei figli no

Marco, hai partecipato alla première del film a Los Angeles: che esperienza è stata?

Marco Mengoni: “A Los Angeles mi sentivo un bambino, è stata un’esperienza fantastica. Ho avuto il piacere di incontrare Donald Glove che è stato molto gentile e Jon Favreau, una persona incredibile: era talmente tanto entusiasta della riuscita del film che, appena ha saputo che ero il Simba italiano, mi ha dato subito una fiche che hanno tutti quelli che hanno fatto “Il Re Leone”.

Qual è il vostro personaggio preferito?

Marco Mengoni: “Per ovvi motivi dovrei dire Simba… però la saggezza mi affascina molto quindi dico Rafiki e Mufasa che la rispecchiano in pieno”.

Elisa: “Piacciono anche a me, in particolare Rafiki. Sono andata a Broadway a vedere “Il Re Leone” tre volte. C’era il personaggio dello sciamano interpretato da un’attrice incredibile e ogni volta tornavo per rivedere lei che è un genio assoluto”.

Come avete lavorato tenendo conto delle voci originali di Donald Grove e Beyoncé?

Marco Mengoni: “Per quanto mi riguarda trovo che l’inglese sia una lingua più fredda, l’italiano è più romantico e, pertanto, melodicamente diverso. E’ stato difficile trasformare la parte recitata in italiano rimanendo il più possibile fedele all’originale. Per quanto riguarda il mio personaggio, in alcuni momenti era strano avere quel tono che ha l’inglese e riportarlo in italiano. Ci siamo inventati degli escamotage teatrali per restare fedeli alla nostra bellissima lingua: non è stato difficilissimo ma intenso”.

Elisa: “Gli stessi problemi di Marco li ho incontrati anche io. Ho accettato di fare questo film pur non essendo un’attrice e una doppiatrice con una condizione: avere accanto Fiamma Izzo. Bisogna affidarsi al team e sapevo che potevo fidarmi ciecamente di lei avendo già lavorato insieme. Mi serviva una vera torre di controllo, un quartier generale pensante che mi dicesse sì o no e come risolvere. Beyoncé ha un tono molto basso nel parlato e abbiamo voluto rispettarlo, sia per una policy Disney sia perché in Italia siamo bravi e rigorosi nel doppiaggio. Siamo andati ad analizzare le note dell’esclamazione. E’ stato davvero interessante perché tutto questo si ricollega alla musica”.

In questo film vengono trattati i temi della sostenibilità: cosa significa per voi?

Marco Mengoni: “Personalmente sto sostenendo molte cause a riguardo, come la campagna internazionale promossa da National Geographic “Planet or Pastic” per cui abbiamo fatto una challenge sui social dove ho chiamato gli amici a raccolta per pulire il Pianeta dai residui di plastica. Spero che i nostri figli tra 50 anni possano vedere ancora un leone nella riserva”.

Elisa: “Io sono d’accordo con Marco e penso che non si può essere leggeri su questi temi. Bisogna cercare di fare quello che si può: spesso non abbiamo avuto come cittadini molto aiuto dalle istituzioni ma devo dire che adesso c’è più coscienza. Diventa più evidente la necessità di fare azioni molto più estreme. Personalmente uso energia green il più possibile, a casa ho installato dei pannelli solari. Ho una collaborazione con Kia che ha fornito ai miei musicisti delle macchine ibride e elettriche da utilizzare durante i tour. Sto cercando di insegnare ai miei figli ad avere rispetto del nostro Pianeta e a non sprecare le cose.

Elisa, hai cantato la versione in italiano di “Spirit” di Beyoncé. Come ti sei preparata?

Elisa: “Come per il doppiaggio, anche per il cantato ci siamo confrontati con il team Disney. Onestamente non ho cercato di imitare Beyoncé, per ovvi motivi: sono già Elisa in Italia e non potevo ricominciare da zero, e poi è impossibile e controproducente. Abbiamo cercato di mantenere gli assi portanti di quel personaggio e aggiungendo degli ingredienti originali: per esempio io amo i falsetti e li metto sempre, come una firma. Mi affascina la ricerca e l’arricchimento artistico”.

Marco Mengoni: “Siamo partiti da due cantanti che il gospel e il soul ce lo insegnano, per cui è stato facile seguire le loro orme sul cantato”.

Marco, si è parlato di natura, musica e parole: tu hai in partenza un tour con delle tappe in luoghi davvero suggestivi.

Marco Mengoni: “Partiamo col “Fuori Atlantico” in location naturalistiche. Questa estate volevo passarla così, immergermi nella bellezza che non tutti conosciamo”.

Elisa su cosa stai lavorando?

Elisa: “Parto anche io in tournée nei club d’Europa, sette date in tutto. Sarà una cosa molto rock and roll”.

Guarda la conferenza stampa de IL RE LEONE con Elisa e Marco Mengoni:

 

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