Dimenticate gli eccessi: la nuova chirurgia estetica volta pagina e riscopre il valore della naturalezza, della discrezione e dell’armonia. Niente più volti stravolti né ritocchi evidenti: oggi il vero lusso è non sembrare rifatti, ma semplicemente la versione migliore di sé. E la vera sorpresa? A cercare piccoli miglioramenti non sono più solo le donne. Sempre più uomini, infatti, si avvicinano con curiosità e consapevolezza alla medicina estetica.
Ne parliamo con il Dott. Leonardo Corsaro, chirurgo plastico ed esperto in estetica avanzata, per capire quali sono i trend del momento, come stanno cambiando le richieste dei pazienti e perché, quando si parla di bellezza, il troppo non piace più.
Dottor Corsaro, oggi si parla sempre più spesso di “ritocco invisibile”. Che cosa significa davvero?
Molte pazienti mi chiedono proprio questo: un ritocco invisibile. Perché? Perché sono spaventate dai risultati che vedono in giro: volti artefatti, innaturali. Giustamente, quando arrivano in studio, mi chiedono un risultato che sia sì efficace, ma naturale e non visibile. Io le rassicuro sempre: a prescindere dalle loro richieste, la mia idea di chirurgia plastica è già improntata alla naturalezza. Non vado mai a stravolgere i lineamenti, ma piuttosto li esalto, valorizzandoli.
C’è un ritorno alla bellezza naturale? È finita l’epoca dei volti trasformati?
Assolutamente sì, per fortuna. Noi, in realtà, non abbiamo mai cambiato filosofia: la nostra è sempre stata quella di riportare indietro le lancette del tempo, senza mai modificare o stravolgere i tratti. Dopo anni in cui c’era un’esplosione di richieste per visi artefatti, oggi i pazienti desiderano sempre di più risultati armoniosi, realistici. E questo ci rende molto felici.

Quali sono oggi gli interventi più richiesti da chi desidera “migliorarsi senza stravolgersi”?
Sicuramente quelli più naturali. Oggi si richiede sempre meno il filler e sempre di più il lipofilling del viso, che consente di rigenerare e ringiovanire i tessuti utilizzando il proprio grasso. Molto richiesto anche il lipolifting, cioè lifting associato a lipofilling, che restituisce freschezza al volto. Per il seno, si opta spesso per l’aumento tramite cellule adipose o per la mastoplastica additiva ibrida, che combina protesi e grasso, per un effetto molto naturale. Lo stesso vale per l’addome: interventi come la mini-addominoplastica, con cicatrici ridotte, o la liposcultura dei fianchi e delle cosce, sono sempre più richiesti. In generale, si preferiscono procedure meno invasive e materiali meno artificiali.
Anche gli uomini sembrano avvicinarsi sempre più alla medicina e chirurgia estetica. Cosa cercano? E come si differenziano dalle donne?
Questo è vero, e accade ormai da tempo. Ricordo che dieci anni fa, soprattutto a Napoli, erano pochissimi gli uomini che si avvicinavano alla chirurgia estetica. Oggi il numero è cresciuto in modo esponenziale e posso dire che, fortunatamente, è caduto il tabù. Le richieste sono le più varie: dalla liposcultura dei fianchi e dell’addome, all’addominoplastica e rinoplastica. Ma anche procedure mininvasive, come il soft botox o il ringiovanimento del viso con le cellule adipose. Oggi gli uomini richiedono gli stessi trattamenti delle donne, senza più remore.
C’è ancora un tabù sulla chirurgia estetica maschile? Come si può superare?
Il tabù esiste ancora, ma è molto diminuito rispetto al passato. Oggi gli uomini si approcciano alla chirurgia plastica con lo stesso spirito delle donne. Però, in generale, entrambi i sessi mantengono ancora una certa riservatezza sull’argomento. Mi capita spesso che il paziente – uomo o donna – chieda di non far sapere al partner o ai colleghi del trattamento eseguito. Per questo motivo molti prenotano gli interventi nel weekend, così da tornare al lavoro il lunedì senza che nessuno se ne accorga.
Lei lavora con molti pazienti che chiedono risultati discreti. Come si ottiene un effetto naturale, senza che “si veda”?
È proprio la nostra filosofia: ottenere risultati naturali. Come si fa? Analizzando il processo di invecchiamento. Chiediamo sempre foto del paziente in giovane età, sia per il viso che per il corpo, per studiare la sua anatomia originaria. Solo comprendendo come il tempo ha agito, possiamo intervenire in modo mirato per restituire armonia e freschezza. L’obiettivo è “mimare” i lineamenti di un tempo, non crearne di nuovi. Solo così si ottiene un effetto naturale, mai artefatto.
Social, selfie e filtri: quanto influenzano oggi il desiderio di cambiare aspetto?
Moltissimo. I social hanno completamente stravolto il nostro settore. Io ho iniziato questa professione dieci anni fa e ho vissuto l’esplosione di Instagram e dei selfie. Questo ha generato una pressione costante verso l’idea di perfezione, spesso irrealistica. Per fortuna, però, oggi si nota una certa inversione di tendenza: i pazienti vogliono sempre meno il “viso instagrammabile” e sempre più valorizzare la propria bellezza unica e autentica.
Cosa consiglia a chi vuole migliorarsi ma ha paura di sembrare “rifatto”?
Una paura assolutamente comprensibile. Se non fossi un chirurgo plastico – o se non avessi mia madre che fa il mio stesso mestiere – probabilmente ce l’avrei anch’io. Basta guardarsi intorno o sui social: tanti volti sembrano uguali, privi di personalità. Come tutelarsi? Innanzitutto rivolgendosi a professionisti specializzati: chirurghi plastici ed estetici certificati. E poi affidandosi a medici che non assecondino ogni richiesta, ma che sappiano ascoltare e poi consigliare la strada più adatta per un risultato armonioso e personalizzato.