Come stai?
Ho passato momenti difficili. Le dure situazioni familiari hanno influito sulla mia salute, ma tutte le volte che cado poi mi rialzo meglio di prima. Credo che a salvarmi sia la capacità di autocritica.
Hai avuto un malore in scena, hai lasciato la recitazione e hai detto: «Sono svenuta davanti a tutti, è stato un momento terribile e ho avuto paura». Ti dispiace aver lasciato il palcoscenico?
Tanto. Il teatro è sempre stato il mio amore. Però, arriva sempre un momento in cui il tuo corpo ti fa capire che devi mollare, soprattutto se non sei tu a capirlo prima. Io penso che ci sia sempre un perché e sto aspettando la risposta.
Hai detto: «Se mi dovesse succedere qualcosa, chi potrebbe proteggermi? Chi avrebbe l’autorità di entrare in ospedale e prendere decisioni per il mio bene?». Cosa ti ha spaventata in quel momento?
Non parlerei di paura, più che altro si è concretizzato un pensiero che non avevo mai fatto. Ho accettato che alla mia età ci sono cose che non posso fare e tante altre con cui posso trovare sfogo. La testa, però, mi ha sempre aiutato. Da dieci anni cerco di proteggermi, di essere meno impulsiva e ragionevole. Ho cercato di risolvere i problemi familiari e ho affidato tutto a un tutore legale. Poi c’è il mio amico Claudio che è disposto a sposarmi. Magari lui si innamora, ma io non credo…ho già dato! (sorride, ndr)

Non sei disposta più ad innamorarti?
Adesso sono innamorata di me. Da 50 anni sono esposta mediaticamente, ma nel senso vero e non quello social di oggi. Ho sempre avuto il timore che la gente fosse innamorata di me solo per il personaggio.
Hai detto: “Claudio è un mio amico, una persona adorabile a cui voglio tanto bene, ma non siamo innamorati. Lui oltretutto è omosessuale”. Hai temuto i giudizi e le critiche?
Claudio mi ha protetto da tante cose. Io non mi sono mai preoccupata di nulla. Sono una persona perbene e so perché prendo alcune scelte.
Hai detto: “Non sarà un marito convenzionale, ma del resto nemmeno io lo sono mai stata”. Qual è la cosa più anticonvenzionale che hai fatto nella vita?
Per me nulla di ciò che ho fatto lo è stato. Forse per qualcuno lo era quando sono stata insieme ad un uomo più giovane di 28 anni. Ma sicuramente era un tabù per gli altri, non per me. Forse la cosa più anticonvenzionale è stata quando a Saint-Tropez giravo mezza nuda con i miei genitori, ma era normale. Tutta la famiglia stava in topless in spiaggia. Poi quando sono arrivata in Italia, e ho continuato a fare così, non capivo perché guardavano! (ride, ndr) Comunque la differenza la fa il modo: io non penso di essere mai stata volgare nemmeno da nuda. Anche durante i miei primi film lo stare nuda lo consideravo un vestito di scena.

Parlando di tuo figlio hai detto: «La rottura c’è stata otto anni fa. Quando ha scoperto che quella donazione aveva dei limiti ha iniziato a odiarmi, perché lui voleva i soldi; il nostro dramma si chiama soldi. Ma non ci sono più, ho dato tutto». Cosa ti manca di quel rapporto con tuo figlio?
Mi manca il ragazzo che ho messo al mondo. Non è più lui. Da piccolo raccontava bugie gigantesche, narrava storie incredibili e io gli dicevo di essere un genio. Invece era un genio del male. Forse tante cose dovevo considerarle come un allarme. Io, ad esempio, pensando di proteggerlo non gli ho nemmeno mai raccontato i motivi del divorzio. Ho sbagliato.
Tu hai divorziato quando tuo figlio aveva solo un anno. Hai detto che il tuo ex marito era egoista e violento, anche quella notte in cui tu volevi solo chiarire e lui ha alzato le mani. In cosa hai trovato la forza per andare avanti?
Io sono una guerriera. A Pechino Express mi chiamavano così. Lo sono anche per gli altri. Per questo ho anche messo su un’associazione a difesa e tutela delle famiglie. Oggi il problema è l’omertà e ciò che dentro la famiglia non si dice. Io ho provato vergogna del mio dramma familiare e ne ho dovuto parlare.
Perdoni?
Sì, ma non dimentico.
Dici di essere atea. Oggi in cosa credi?
I miei non volevano che io credessi nella Chiesa ma mi hanno sempre educato al rispetto. Non credo ma non giudico quelli che lo fanno. La mia fede è l’essere corretta. Sono una persona pulita e non ho mai accettato compromessi. Anche quando ho avuto problemi finanziari e ho saputo che alcune persone, mie conoscenti, avevano fatto fuori tutto, mi sono rimboccata le maniche, ho venduto la casa e ho cercato di ricominciare.
Se avessi l’occasione di avere un dialogo sincero tra mamma e figlio, a lui cosa diresti?
Perchè. Gli chiederei perché ha fatto tutto questo. Non l’ho mai capito e forse non lo voglio sapere. Penso di essere uscita da questo tunnel e ora voglio dedicarmi a me. Ho il mio giardino, i miei animali e sono serena. Alla fine, ho sempre cercato di usare con mio figlio l’intelligenza della leggerezza, ma forse ho sbagliato e l’ha scambiata per superficialità.
Intervista di Simone Lemmo, tratta dal settimanale VERO (04/06/2026)