Imitatore, attore e comico visto a Striscia la Notizia, Markette, Zelig, Chiambretti Night, Glob, Quelli che il calcio, Italia’s Got Talent, Le Iene e Colorado.
Camaleontico e trasformista, con una formidabile mimica facciale, Claudio Lauretta ha dato vita alle sue personalissime imitazioni di Di Pietro, Pozzetto, Vissani, Sgarbi, Grillo, Platinette, Fabio Volo, Giuliano Ferrara, Giovanni Floris, Cannavacciuolo, Matteo Renzi e tantissimi altri.
Di seguito la nostra intervista:
Claudio incontrarti è davvero un grande piacere. Non so se parlo davvero con te o con uno dei tuoi personaggi e delle tue mille imitazioni!!! Qual è un tratto distintivo di Claudio, proprio quello che ti caratterizza di più?
Ciao piacere mio e grazie di questa chiacchierata, saluto i lettori di Zoom Magazine! Sono un artista sul palco e in tv, ma ritorno me stesso quando sono un figlio, un marito ed un papà. Quello che mi caratterizza di più è essere una persona responsabile, mi piace pianificare e avere i piedi ben piantati per terra.
Tu hai cominciato la carriera da ragazzo come attore teatrale entrando a far parte di alcune compagnie della provincia di Alessandria e poi sei passato a fare il dj per alcune radio. Quanto è stato importante quel periodo lì per l’artista che sei diventato oggi?
Moltissimo! La famosa gavetta aiuta a temprare il carattere e ad affinare lo stile, è un bagaglio prezioso che porto sempre con me.

Tu sei uno dei volti più versatili della comicità italiana e porti avanti la missione di entrare nei panni degli altri, una passione che coltiva fin da piccolo. Che bambino sei stato?
Ho avuto la grande fortuna di essere stato un bimbo felice, coccolato dai miei genitori e accudito dai miei quattro nonni! Ho avuto bravi insegnanti di scuola, un po’ old style ma efficaci nell’insegnamento e compagni ed amici meravigliosi con i quali ho ancora oggi buoni rapporti. È senz’altro grazie a tutto ciò, se oggi sono una persona serena.
La curiosità ha avuto un peso nella tua capacità di imitare gli altri?
Sono sempre stato molto curioso, sono un grande osservatore e ho grandi abilità manuali. Oltre ad imitare le persone nelle movenze e nella voce, amo replicare anche ciò che svolgono, tipo cucinare, eseguire lavori di muratura, aggiustare cose… insomma, non benissimo, ma so e mi piace fare un po’ di tutto!
Quali sono le cose che ti attirano della gente e che poi ti spingono a costruirci sopra l’imitazione?
Mi colpisce innanzitutto la loro simpatia, il carattere e la loro fisicità. Il personaggio che voglio imparare a imitare mi deve trasmettere qualcosa di particolare. Dopo tutto questo, mi concentro sulla voce e nella mimica.
Elencare tutti i tuoi personaggi è davvero impossibile, però di successo è il tuo Gerry Scotti che stiamo apprezzando a “Stasera Tutto E’ Possibile” con Stefano De Martino. La scelta di imitare Gerry in un programma con Stefano immagino non sia casuale…come ti sei preparato?
Avevo già nel mio repertorio Gerry Scotti, da tempo lo imitavo nel programma radiofonico “Ciao Belli” in onda tutti i giorni a Radio Deejay. Lui stesso mi ha voluto ospite nei suoi panni, nella sua trasmissione Caduta Libera. Gli autori di ‘Stasera Tutto è possibile’, insieme a Stefano De Martino, hanno avuto una bellissima idea a coinvolgermi in questa edizione: vedere Gerry Scotti in Rai, accanto a Stefano De Martino, come si dice… “Non ha prezzo”.
Di Stefano hai detto: “Mi hanno colpito la simpatia e la gentilezza. Mette sempre i suoi colleghi a proprio agio, è una persona pacata e positiva, insomma un bravo compagno di lavoro, perché sa creare un forte spirito di squadra”. C’è qualcosa che non hai mai detto a Stefano e che vuoi dirgli attraverso noi?
Gli direi di non cambiare mai, di rimanere il bravo ragazzo che è, che sono contento di collaborare con lui e, se vorrà, per qualche bella idea io ci sarò.

Ti hanno già chiesto se ti vedremo a Sanremo 2027 e hai già dato le tue risposte; io vado controcorrente e ti chiedo se ti vedremo in quello del 2028!
Del Festival di Sanremo non mi perdo una edizione da anni! Nel 2007 ho avuto il piacere di essere ospite, per la prima volta in assoluto, dalla Sala Stampa dell’Ariston al Dopo Festival condotto da Piero Chiambretti e a casa sua. Io, mia moglie Michela e Martino facciamo il nostro gruppo d’ascolto dal nostro divano, quindi nel 2028 accetterei volentieri, anche la conduzione…che bello è sognare! (Ride)
Tornando alle imitazioni, ma è vero che una volta sei stato querelato da Adriano Celentano per un milione di euro ai tempi di Markette? Come andò?
Da un’idea di Chiambretti feci uno scherzo telefonico, imitandone la voce al telefono, ad Alfonso Signorini, talmente realistico che molti critici e opinionisti tv ci cascarono e finimmo su molte testate giornalistiche scatenando la rabbia del “molleggiato”. Anche Valerio Staffelli di Striscia gli consegnò il Tapiro, fortunatamente finì tutto bene!
Una volta hai detto che il personaggio a cui sei più legato è Renato Pozzetto. Come mai? E’ rimasto ancora lui o è cambiato il primo posto nella tua classifica?
Sono cresciuto a pane e Pozzetto, ho visto tutti i suoi film! È un personaggio che adoro, stimo e che ho avuto la fortuna di conoscere ed esibirmi in un paio di trasmissioni con lui! Da più di trent’anni non inizio mai un mio spettacolo senza fare la sua imitazione. Rimarrà sempre lì sul Podio al primo posto.
Hai detto che un tuo sogno è quello di recitare in un ruolo drammatico, in uno di quei film autobiografici dove si racconta la vita di qualche personaggio famoso. Ad esempio quale?
Perché no, potrebbe essere proprio Renato Pozzetto, oppure Gino Bramieri! Quando ero più giovane in molti mi accostavano a lui per la somiglianza fisica.
Tu sei in giro con lo spettacolo “Nei loro panni” (un grande successo tra l’altro). Per chiudere ciclicamente questa intervista, quando torni nei panni di Claudio Lauretta cosa ti piace e cosa detesti?
Adora stare in famiglia, anche se ormai mio figlio Martino è grande e ha intrapreso gli studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico a Roma e lo vediamo in qualche weekend. Amo dedicarmi al fai da te e al giardinaggio mentre detesto i luoghi troppo affollati.
Se un giorno qualcuno dovesse imitarti, quale sarebbe un tratto che non dovrebbe trascurare l’imitatore?
Mi sono rivisto in tanti video e ho l’abitudine di fare tante espressioni con il viso! Inoltre quando parlo dico tantissime volte la parola “eh praticamente”, forse questo intercalare mi è rimasto da quando imito Renato Pozzetto.