Antonio Zequila: “Sono scappato per vivere un amore più liberamente”

Nudi integrali, amori d’altri tempi e un fascino da eterno playboy che non passa mai di moda, Antonio Zequila si racconta senza filtri. Tra miti, realtà e la voglia irrefrenabile di stupire.  

Hai detto: “La mia carriera è iniziata per amore, vivevo nella provincia di Salerno, mi ero innamorato di una donna molto bella, sposata ma separata, siamo scappati dalla provincia di Salerno per venire a vivere a Roma. Poi la passione è finita”. Che ruolo ha avuto l’amore nella vita?

E’ energia pura che ci pervade e ci arriva quando meno ce lo aspettiamo. Quando ho vissuto il primo amore con Maria Pia ero giovane, ma non mi bastava perché volevo realizzare i miei sogni. 

Scappare da Salerno per poi arrivare a Roma: come immaginavi il futuro?

Sono scappato per vivere un amore più liberamente, soprattutto avendo una compagna separata in casa dal marito. Già bazzicavo a Roma nei weekend, spesso ero ospite a casa del fotografo delle dive: Angelo Frontoni. Lì conobbi la bellissima Laura Antonelli.

La bellezza è stata un buon biglietto da visita o anche un fardello da portarsi dietro?

Per una donna può essere fondamentale. Se poi è avallata dal talento fai bingo. Per l’uomo è diverso: il cosiddetto bello deve dimostrare due volte la sua bravura e il suo talento, per questo bisogna misurarsi col teatro dove si recita a soggetto e non ci sono secondi ciak!

ROME, ITALY – SEPTEMBER 29: Antonio Zequila attends the “Peccato” photocall at Cinema Adriano on September 29, 2026 in Rome, Italy. (Photo by Mirko Pizzichini/Getty Images)

Hai detto: “All’apice del successo ho sperperato 200mila euro in automobili. Sono rimasto col sedere a terra poco dopo, per non aver saputo amministrare le mie finanze al meglio”. Che periodo è stato quello?

Fortunatamente ho sempre avuto mio padre alle spalle, quindi il vitto e l’alloggio non mi sono mai mancati. Ma nel periodo aureo del mio percorso lavorativo, invece di investire nel mattone o in un’attività, ho sperperato tanto in automobili sportive. Ad oggi sono contento di averlo fatto perchè ho vissuto alla grande senza rimpianti.

Hai detto che in tanti ti venivano a vedere in scena a teatro solo per i tuoi nudi…notevoli! Milly D’Abbraccio ha detto che sei meglio di Rocco Siffredi. Ha ragione?

L’ho detto con cognizione di causa una volta in cui, oltre a recitare, c’era anche una doccia in scena ed ero nudo. Poi con la regia di Franco Zeffirelli ho fatto “I sei personaggi in cerca d’autore”: ero vestito e la gente veniva a vedermi lo stesso!

L’anno è iniziato con un film insieme alla Fanelli…

La ringrazio, è una bravissima attrice, simpaticissima e autoironica. Mi ha scelto per un docufilm in cui ogni attore interpreta sé stesso: da Ozpetek alla Ferilli, fino alla Balivo. Insomma, un ritorno sullo schermo molto emozionante per me.

ROME – MARCH 17: Italian actor Antonio Zequila arrives at the Italian Premiere of ‘Basic Instinct II: Risk Addiction’ at the Warner Village Moderno Cinema on March 17, 2006 in Rome, Italy. The film is the sequel to the classic 1990’s thriller ‘Basic Instinct’. (Photo Elisabetta Villa/Getty Images)

Hai scritto anche un libro dedicato al tuo papà. Qual è il ricordo che vi lega maggiormente? 

Questa è la domanda che preferisco. Ho scritto un libro a mio padre per esorcizzare la sua dipartita e raccontare il rapporto viscerale che ci lega e ci legava. Il ricordo che più mi lega risale a quando ero bambino ed andavamo ad Amalfi a trascorrere le vacanze estive dopo la scuola e tutte le domeniche aspettavo mio papà per andare a fare il bagno insieme.

C’è una cosa che non hai fatto in tempo a dirgli?

Negli ultimi 2 anni della sua malattia era allettato ed io gli ho fatto da infermiere. Mi è dispiaciuto che non abbia potuto leggere il libro che gli ho dedicato, ma sicuramente quando l’ho stilato la mia mano scriveva e Giovanni dettava nella mia mente.

Quali sono i sogni di Antonio Zequila oggi?

Non vivo più di sogni ma di realtà sempre più complicata con le guerre tra gli uomini e l’odio, compreso il pressapochismo che aleggia sui social. Sogno sperando che una nota giornalista, che ha violato per ben due volte il codice deontologico del giornalismo, mi conceda il diritto di replica alle offese e sciocchezze dette in televisione da due suoi ospiti sul mio conto. Ad oggi non ho avuto ancora il diritto di replica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.