Con protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik, scritta e diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, Colpa dei sensi è la nuova fiction in onda su Canale 5 dal prossimo 30 gennaio.

Al centro del racconto c’è la vita apparentemente tranquilla dei coniugi Laura (Anna Safroncik) ed Enrico (Tommaso Basili), sconvolta però dal ritorno ad Ancona di Davide (Gabriel Garko). L’uomo, ex fidanzato di Laura e miglior amico di Enrico, aveva deciso di lasciare la città in seguito alla tragica morte di sua madre per mano del padre, a suo tempo condannato e incarcerato. Il dubbio che il genitore non fosse il reale colpevole porta Davide a cercare nuove risposte sia nel passato, complicato da decifrare, sia nel presente in cui ormai tante cose sono cambiate.
L’attrice di origine ucraine, Anna Safroncik è nella vita figlia della ballerina e insegnante di danza Lilija Čapkis e del tenore Jevhenij Safrončik. Ha debuttato nella recitazione all’età di quattro anni, fino ad essere studentessa all’Accademia Nazionale dello Spettacolo di Kiev, dove ha trascorso gli anni studiando musica, canto, ballo e recitazione. Nel 1998, dopo essere stata eletta Miss Toscana, è entrata nella fase finale del concorso di Miss Italia, arrivando ottava. Tra le serie che l’hanno resa nota al pubblico italiano non si possono dimenticare Le tre rose di Eva e Se potessi dirti addio.

Anna, sei un’attrice amatissima e con una carriera ricca di sfumature, progetti e avventure straordinarie. Sta per partire una nuova serie con te protagonista. Come ti senti? Che momento della vita è per te?
Credo che questo sia un momento molto bello, mi sento a tratti un po’ sopraffatta da tutte queste cose che succedono e che ti fanno sentire come in un vortice. L’inizio di un nuovo progetto, dal primo ciak alla promozione, è sempre un momento molto emozionante. Devo dire che preferisco quando siamo sul set, mi lascio molto trasportare dalle giornate in cui si gira. Sono molto catartiche quelle mattine che iniziano andando sul set, quando si lavora per poi anche raccogliere i risultati. Nella vita professionale sono sempre molto tesa, vivo queste occasioni non con menefreghismo ma come una grande opportunità e mi piace viverle al meglio e dando il massimo.
Mi sembra di capire che vivi il tuo mestiere, le nuove avventure e i nuovi progetti come se fossero sempre delle prime volte, un po’ per non perdere mai quell’emozione dello stare davanti alla telecamera o sul palco. In che modo ti approcci alle storie delle donne che ti vengono proposte e a cui ti viene chiesto di dare volto e anima?
Quando mi arriva un personaggio cerco di conoscerlo e farlo mio. Lo studio fino in fondo perché mi piace arrivare preparata, mi piace molto crearlo e immaginarlo oltre alla sceneggiatura e quindi mi godo molto quel momento. Invece, quando devo pensare appunto alla promozione, alle interviste (ride, ndr) sono più tesa. A me piace la parte più creativa. Poi, sono una che fatica tantissimo quando c’è da raccogliere i complimenti, non fa parte della mia personalità.
A questo punto, è più “complicato” gestire un complimento o una critica per te?
Credo un po’ entrambe e per motivi diversi. Mi piace molto il riscontro il riscontro che le persone danno quando interpreto un personaggio o sono protagonista di una nuova serie o film. Quando un prodotto in generale o un mio personaggio mi viene proposto, lo scelgo sia perché sento che lo amerò tantissimo e ci credo molto, ma anche perché vorrei che ci credesse pure il pubblico. Mi piace sempre l’idea che l’amore che ho provato per un personaggio e poi portato in esso, arrivasse alle persone a casa.
Poi a me piace, ovviamente, raccogliere i complimenti, ma la verità è che sono sempre stata timida, non sono una persona vanitosa che si gode i complimenti; mi fanno piacere ma mi intimidiscono allo stesso tempo.

Hai interpretato tante donne fino a qui, tutte con sfumature e personalità molto diverse. Qualche anno fa, in occasione dell’arrivo di “Il cacio con le pere”, hai dichiarato che le personalità comiche ti entusiasmano e vorresti interpretare più ruoli con questo carattere. Tu, invece, che donna sei? Più comica, malinconica, nostalgica o qualcos’altro ancora?
Io ho un’anima comica, tanto che i miei amici mi chiamano “sagoma” (sorride, ndr). L’unica cosa che mi dispiace è che questa mia vena non sia mai stata sfruttata dai produttori e dai registi. Credo che in Italia si segua tanto la logica per la quale se tu sei bravo in un determinato ruolo poi ti sfruttano solo per quello. Forse bisognerebbe sperimentare anche dimensioni nuove, anche rischiando di perdere. La bellezza del nostro mestiere sta nel regalare un ventaglio fatto di tanti colori. Ma sono fiduciosa e spero un giorno di avere un una parte comica, sia perché credo mi riesca bene e sia perché mi piace.
In un’intervista rilasciata in occasione dell’uscita di “Colpa dei sensi”, prendendo spunto dal tuo personaggio che si trova diviso tra la passione per due uomini, parlando delle donne in generale hai dichiarato: “Nella vita sono single per scelta, a differenza di molte donne che vivono le relazioni come obbligo sociale“. Che cosa ti spaventa e cosa ti piace, invece, della nostra società in questo momento, anche da un punto di vista delle relazioni?
Mi gratifica il fatto che finalmente sia stato compreso e accettato anche un altro modo di portare avanti una vita, non necessariamente fatta di famiglia nel senso più tradizionale. E’ vero, in realtà, che io sono una donna molto tradizionale, però alla fine la mia indipendenza ha vinto su tutto il resto. Oggi preferisco vivere la mia libertà a 360°, piuttosto che vivere in una relazione che mi limiti. A tutti gli effetti è una scelta di vita che oggi viene compresa molto di più rispetto a come la si pensava trent’anni fa, quando le nostre mamme dovevano avere necessariamente un marito come capofamiglia al quale rendere conto da tanti punti di vista. Insomma, è cambiata la società e io lo apprezzo, soprattutto sottolineo lo sforzo di tante donne che negli anni sono riuscite a conquistarsi il diritto di essere libere anche di scegliere. Non critico nessuno, ma apprezzo chi ha seguito anche la possibilità di vivere la libertà come la si preferisce.
Un po’ di anni fa ti hanno chiesto: “Cosa sognava Anna Safroncik da ragazza?” e tu hai risposto: “Purtroppo ho sempre avuto poco tempo, poca scelta nel sognare perché sono cresciuta velocemente. Già lavoravo con la mia famiglia in teatro quando a soli 11 anni arrivammo in Italia“. Oggi sei riuscita a concretizzare alcuni dei tuoi sogni o hai trovato almeno il tempo per sognare ?
Oggi ho compreso che il mio sogno è sempre stato quello di essere una protagonista femminile talmente forte da portare avanti le storie delle donne, soprattutto per dare in qualche modo coraggio e condividere insieme una visione nuova ed emotiva di tutte noi. Poi è vero che all’inizio non lo capivo, pensavo di non avere tempo per queste cose e, invece, alla fine il bello della vita sta nelle cose che ti succedono quando in mente ti eri fatta altri programmi. Io facevo i progetti di chi sa che cosa, ma in realtà stavo costruendo questo mio sogno. Sono veramente grata al cielo e al pubblico, perché è il pubblico che mi ha portata fino a qui. Sono un’attrice appagata che porta in scena delle storie veramente importanti. Già due anni fa (con la serie Se potessi dirti addio, ndr) ho dato vita ad un personaggio molto drammatico. Questa volta con Laura, che è una moglie destabilizzata del rientro nella sua vita del suo grande amore di quando aveva vent’anni, rappresento una grandissima fetta di persone che nel loro cuore portano un segreto, magari un amore messo da parte ma mai dimenticato. Racconto sentimenti assopiti che si risvegliano; penso davvero che tutti abbiamo in qualche modo un passato segreto e forse è questo a renderci speciali.