Addio a Carrie Bradshaw: il lungo addio alla saga di Sex and the City

Dopo quasi trent’anni tra tacchi vertiginosi e cosmopolitan, la saga iniziata con Sex and the City (1998–2004), proseguita con due film e il revival And Just Like That… (2021–2025), si conclude definitivamente. L’ultimo episodio è andato in onda il 14 agosto 2025, chiudendo con esso anche la storia di Carrie Bradshaw, Miranda Hobbes e Charlotte York.

Una scelta consapevole: perché si fermano (per sempre?)

La decisione di porre fine al racconto non è frutto di una cancellazione forzata o di difficoltà produttive, bensì di una scelta creativa condivisa tra lo showrunner Michael Patrick King, Sarah Jessica Parker e i vertici di HBO Max. King ha spiegato: «Mentre scrivevo l’episodio finale di stagione, ho capito che era il momento perfetto per fermarsi»; la serie è stata così prorogata fino a 12 episodi, culminando in un finale in due parti.

Parker ha definito l’addio un “farewell, not goodbye”, suggerendo che, per ora, questo capitolo è completo — pur lasciando aperto uno spiraglio per il futuro.

Cosa resta dietro le quinte

Sarah Jessica Parker ha condiviso un addio emozionante al personaggio: «Carrie ha dominato il mio cuore professionale per 27 anni… penso di averla amata più di chiunque altro» ha scritto su Instagram.

Anche Kim Cattrall – assente nel revival, ma comunque legata al franchise – ha pubblicato una suggestiva foto al tramonto con la didascalia: “It’s the end of a very long week ❤️💋”, suggellando poeticamente la fine di un’era.

Dal 2004 al 2025: due finali a confronto

Guardando al passato, è evidente quanto siano cambiati i tempi e le narrazioni. Il finale della serie originale Sex and the City, nel 2004, era stato un trionfo del romanticismo classico: Carrie, dopo mille tormenti, ritrovava Mr. Big a Parigi, con la dichiarazione “You’re the one” che suggellava la sua favola sentimentale. Un epilogo che allora appariva come la chiusura perfetta per un personaggio diviso tra indipendenza e desiderio d’amore.

Vent’anni dopo, il revival sceglie un’altra strada. In And Just Like That… Carrie non viene definita da un uomo, ma dal suo percorso personale. Il finale non si concentra su un “principe azzurro” ma su una donna che sceglie sé stessa, i suoi spazi e la sua crescita. È un addio meno spettacolare ma più autentico, che riflette un cambio di mentalità: se negli anni Duemila il lieto fine era l’amore romantico, nel 2025 il lieto fine è la consapevolezza di bastare a sé stessi.

Il significato del finale (senza spoiler eccessivi)

Qualcuno potrebbe pensare che Carrie avrebbe avuto bisogno di un’altra grande storia d’amore, e invece il suo epilogo regala un diverso tipo di soddisfazione: la serenità nella sua indipendenza. Non c’è la grande riunione tra le amiche, ma un momento intimo e riflessivo, che segue la crescita personale piuttosto che il fan service.

Un addio che sa di epilogo definitivo

Con la chiusura di And Just Like That… si chiude anche il lungo capitolo del franchise Sex and the City. Non ci sono in cantiere sequel, spin-off o progetti collaterali: la scelta è stata voluta e condivisa, e rappresenta la volontà di lasciare le protagoniste nel punto giusto delle loro vite. È un addio che non punta sull’effetto nostalgia, ma sulla consapevolezza che le storie, come le amicizie, hanno bisogno di un tempo per iniziare e di un tempo per finire.

E per Carrie Bradshaw quel tempo è arrivato, con grazia e malinconia, in una New York che continua a brillare anche senza di lei.

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