Whitney Houston: rivelazione shock nel documentario sulla sua vita presentato a Cannes

Il 19 maggio la voce di Whitney Houston farà ballare gli invitati al matrimonio dell’anno. “I Wanna Dance With Somebody”, infatti, è la canzone scelta per aprire il ballo nuziale del principe Harry e Meghan Markle. Un canzone deli anni Ottanta, decennio di nascita di entrambi i coniugi, che dimostra come la popolarità della diva americana sia rimasta immutata in tutto il mondo a più di sei anni dalla sua tragica morte, avvenuta a 48 anni nel febbraio 2012.

Ieri è stato presentato in anteprima mondiale al Festival di CannesWhitney“, il documentario diretto dal regista Kevin Macdonald che contiene riprese private, immagini di concerti e backstage, oltre ad interviste ad alcune delle persone più vicine alla diva (LEGGI ANCHE: Whitney, il trailer del documentario che racconta la vita di Whitney Houston).

Se pensavamo di sapere tutto sulla cantante che ha venduto decine di milioni di dischi in tutto il mondo, “Whitney” fa luce su un avvenimento che ha segnato in modo indelebile la vita dell’interprete di “Run to you”. Da bambina è stata presumibilmente vittima di abusi sessuali da parte di sua cugina Dee-Dee Warwick, sorella di Dionne Warwick.

E’ lo stesso Gary Garland, fratellastro della Houston, ad averlo rivelato al regista Kevin Macdonald affermando che anche lui è stato abusato da Warwick. “Mi ha riferito che è stato maltrattato da questa persona e riferito inoltre, ‘Penso che abbia abusato di Whitney‘”, ha detto Macdonald a IndieWire. “Pat Houston (la moglie di Gary), me l’ha confermato, sì, Whitney le aveva detto questo, ma non ha mai fornito dettagli.

Un’accusa che trova conferma nelle dichiarazioni dell’assistente della Houston, Mary Jones, la quale dice di aver raccolto la confidenza di Whitney che affermava di essere stata “molestata in giovane età” da una donna.

C’era qualcosa di molto disturbato in lei, come se non si sentisse mai a proprio agio nei suoi panni. Sembrava asessuata. Era una donna bellissima, ma non era mai particolarmente sexy” ha dichiarato il regista Macdonald a Vanity Fair. “Ho visto e fatto delle riprese con persone che avevano subito abusi sessuali durante l’infanzia e c’era qualcosa nel suo modo di fare che mi ricordava quel tipo di comportamento. Poco dopo averlo pensato, qualcuno mi ha detto di essere stato informato che Whitney era stata vittima di abusi e questo credo sia uno dei motivi principali che stanno dietro la sua auto-tortura.

“Whitney” uscirà nei cinema americani il 6 luglio mentre non si conosce ancora la data d’uscita in Italia. In occasione dell’anteprima a Cannes è stato pubblicato il secondo trailer ufficiale del documentario.

di Redazione Zoom Magazine (photo credits Instagram)

Guarda il nuovo trailer di Whitney:

 

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