“Un’altra vita”, un film di denuncia e di rinascita. Dal 24 aprile al cinema

Jacek è la pecora nera del paesino polacco in cui vive e in cui è ambientato “Un’altra vita”. Capelli lunghi, tatuaggi e una passione per l’heavy metal. Nasconde però un cuore buono, pieno di amore per i suoi cari, il suo cane e la sua ragazza. 

Un'altra vita

Una famiglia religiosa, un cognato che lo vorrebbe coi capelli corti e con la testa a posto. La sorella è l’unica che lo sostiene. Jacek, protagonista di “Un’altra vita”, cerca di trovare il suo posto in quell’universo piatto e soffocante. 
“Un’altra vita” racconta di Jacek, che lavora alla realizzazione della statua di Cristo più grande del mondo nel suo paesino. Ed è proprio mentre sta lavorando che cade giù, da un’impalcatura. 
Un salto nel vuoto e il miracolo. Jacek non è morto, ma il suo viso non c’è più. I medici compiono il miracolo: il primo trapianto facciale eseguito in Europa. 
Quando Jacek si sveglia, capisce che qualcosa è cambiato. Lui è cambiato. La sua faccia è quella di un altro, e gli altri sembrano quasi non riconoscerlo: è iniziata “un’altra vita”.
Dalla sua semplice vita in campagna, tra famiglia, qualche serata e la musica, Jacek diventa un fenomeno mediatico. Ma nel frattempo la sua vita è crollata e tutto sembra essere ripartito da zero. 

“Un’altra vita” è il racconto frutto della regia di Malgorzata Szumowka, dal 24 aprile in tutti i cinema. Gran premio della giuria alla sessantottesima edizione dell’Orso d’argento, inserisce una storia di fantasia in un contesto reale.
La costruzione della statua di Cristo a Swiebodzin e il trapianto facciale eseguito dai medici di Gliwce, sono i due eventi realmente accaduti che fanno da sfondo alla storia di Jacek, interpretato da Mateusz Kosciukiewicz, personificazione, a detta del regista, della libertà e dell’eroe romantico. 

 un'altra vita

Non c’è dubbio. “Un’altra vita” è l’urlo disperato verso una Polonia arretrata e chiusa in un dogmatico modo di essere fuori dal mondo. E’ l’energia del cambiamento, che vive dentro Jacek e si manifesta nel suo nuovo viso.
Il nuovo volto di Jacek è anche la faccia di chi vorrebbe che certe cose si evolvessero. Che non ci si debba mai sentire fuori luogo dove siamo nati. Che tutti abbiano il diritto di essere quelli che sono e di poter scegliere che le proprie radici e il proprio passato non siano un peso per spiccare il volo. 

Un'altra vita

Con un montaggio poetico, inframezzato da musica metal e techno, una fotografia che si muove ai ritmi della natura, “Un’altra vita” mescola il romanzo di formazione alle particolarità del cinema dell’est Europa. E ci lascia un po’ di amaro in bocca, ma anche tanta voglia di rivalsa, di guardarci allo specchio e ripeterci che essere se stessi vuol dire vivere.

Guarda il trailer di “Un’altra vita”:

 

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