MZ.412: in attesa del nuovo album ristampano il loro capolavoro “Hekatomb”

Nordvargr, il cui vero nome sanno in pochi, è un personaggio strano. Schivo. Diverso. Sì, perché per uno con le sue idee sarebbe stato facile continuare a fare ‘black metal’ svedese per anni e goderne i frutti. Invece, all’improvviso, decide che i sintetizzatori, le batterie elettroniche, i campionatori, le tastiere, gli oscilloscopi e, ovviamente, Satana (per modo di dire, sia chiaro) sono le cose che gli piacciono di più. Decide, dunque, di esprimere questa sua sinistra e anche un po’ oscura creatività creando un progetto, sostanzialmente una ‘one man band’ ma con aiuti vari, chiamato Maschinenzimmer 412, il cui significato è praticamente “Stanza Meccanica 412”. O qualcosa di simile. A cosa si riferisca non è dato sapere. Per nostra fortuna, direi.

Presentarsi sul mercato con questo ‘monicker’ e con una immagine molto ‘black metal’, appunto, portò molti appassionati del genere a comprare ad occhi chiusi, nel 1994, Malfeitor e rimanere, per lo più, spiazzati. Al posto di chitarre distorte e growl, batteria sui 4/4 fissa, basso inesistente e registrazione “in cantina”, si trovarono ad ascoltare un qualcosa di apocalittico. Il nostro eroe, incurante delle scarse vendite, proseguì nel progetto, creandosi, alla fine, uno zoccolo duro di fan, cresciuto sempre di più, che ancora oggi lo seguono nelle sue sempre più rarefatte uscite. A breve, però, dovrebbe uscire la sua nuova fatica discografica, anticipata da un mega singolo solo in vinile, Ulvens Broder, di cui però, ad oggi, si sa quasi nulla.

Per festeggiare questo evento, nonché la rinascita della prima casa discografica che li supportò, la Cold Meat Industry, ecco ristampare il capolavoro della band, Hekatomb.  Parlare di questa opera divisa in 14 atti – le cui tracks sono chiamate, appunto TRACK I-II-III e via discorrendo – non è, come sempre, cosa semplice. Nel calderone mefistofelico di Nordvargr troviamo covering noise, power electronic, militant, dark ambient, drone, blackned noise e sperimentazioni avant garde. E scusate se è poco.

Certo, capisco che per molti di voi, appena ascoltato qualcosa su YouTube o altrove, sembrerà di sentire suoni sparati a caso, cacofonici e anche inquietanti se vogliamo, ma vi assicuro che, dopo qualche ascolto, cosa non facile occorre ammettere, troverete dei tocchi di genio in questo Hekatomb. Come detto, non è opera per tutti, ma coloro che avranno la forza di ascoltare senza pregiudizi, magari di notte, quando fuori vi è un bel temporale, potranno trovarsi, così, senza colpo ferire, davanti ad un piccolo gioiello del genere “musica post industriale”.

Nel complesso un lavoro ottimo, sia per composizione sia per produzione, nonostante la lunghezza, a volte, eccessiva, degli Atti.

DISCOGRAFIA ESSENZIALE MZ.412:

  • 1994 Malfeitor
  • 1995 In Nomine Dei Nostri Satanas Luciferi Excelsis
  • 1996 Burning the Temple of God
  • 1999 Nordik Battle Signs
  • 2001 Domine Rex Inferum
  • 2006 Infernal Affairs
  • 2018 Ulvens Broder (MAXI EP solo VINILE)
  • 2018 Hekatomb

Ascolta “Hekatomb” della band MZ.412:

Loading...
Show Buttons
Hide Buttons