“Museo di Storia Innaturale”. Inaugura a Roma la mostra di Ghibaudo

Due sedi per “Museo di Storia Innaturale“, la personale di Dario Ghibaudo che viene inaugurata in questi giorni a Roma.

Dario GhibaudoLa sezione Magno Subsidio è allestita presso Visionarea Art Space (Via della Conciliazione, 4) ed è aperta al pubblico fino al 4 novembre. Magno Subsidio è il titolo dell’installazione scultorea creata appositamente per lo spazio Visionarea, dove sono esposti venti inchiostri che mostrano la genesi del pensiero dell’artista.
La sezione Creature Meravigliose è invece visitabile fino al 13 ottobre, allo spazio Contemporary Cluster (via dei Barbieri 7), con openining oggi, 13 settembre, alle 18.30.

La mostra raccoglie eccezionalmente la quasi totalità delle opere che compongono la Sala XVIII delle CREATURE MERAVIGLIOSE e circa trecento disegni della Sala XIX dedicata a GLI INCHIOSTRI.

Entrambe le mostre, presentate a Roma a cura di Galleria De Ambrogi, fanno parte dell’immenso progetto artistico “Museo di Storia Innaturale” concepito da Dario Ghibaudo nel 1990 e sviluppato fino ad oggi; attraverso la realizzazione di un universo possibile, l’artista sviluppa un’ipotesi di vita che va oltre ciò che si è naturalmente verificato. Il suo Museo appare come una sorta di grande Wunderkammer all’interno della quale le opere analizzano un reale quanto feroce rapporto tra uomo e Natura, dove l’influenza dell’uno può far soccombere l’altra e viceversa.

CHI È DARIO GHIBAUDO
Dario Ghibaudo è nato nel 1951. Vive e lavora a Milano.

Come esponente del movimento del “Concettualismo Ironico Italiano”, l’artista porta avanti una ricerca che utilizza l’ironia per analizzare la società, le sue contraddizioni e i suoi disagi. È in
questo contesto che nasce il Museo di Storia Innaturale. Utilizza media sempre diversi al servizio del suo imponente progetto in continua evoluzione: dalle resine, alla porcellana, dai materiali sintetici al marmo. Sue opere si trovano in importanti Collezioni Private e pubbliche in Italia e all’estero, tra cui Château d’Oiron, Kunstmuseum di Stuttgart, Mart di Rovereto, Armenian Center for Contemporary Experimental Art di Yerevan, Collezione Vaf Francoforte, Fondazione Igav di Torino e Collezione La Gaia di Busca, Cuneo.

(photo credits Angelo Marinelli)

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