Intervista a Silver: “Con “Let me fall in love” canto il mio presente” (in tutti i digital stores e in radio)

Dal 29 gennaio è disponibile in tutti i digital stores e in radio “Let me fall in love“, il nuovo singolo di Silver. Un brano che segna un punto di svolta nel percorso dell’artista bergamasco – concorrente della terza edizione di X Factor – soprattutto per la scelta di tornare a cantare in inglese, lingua in cui era già stato pubblicato dieci anni fa il suo primo EP con la band The Sunshine.

Una ballad fortemente emotiva che parla di della fine di una storia vissuta come una sorta di prigionia, da cui risvegliarsi per tornare ad amare ancora. Un tema ricorrente, quello dell’amore, nella discografia di Silver, uno tra i cantautori più promettenti della nuova generazione.

Come nasce “Let me fall in love”?

È un brano che nasce dalla collaborazione con Fabio D’Amato, che ha composto la musica: ascoltandola ho sentito subito la necessità di scriverne il testo mettendoci il cuore, partendo da un’esperienza ed un bisogno personali, quasi come fosse la colonna sonora di un momento vissuto, ma che resta più che mai attuale.

Come mai hai scelto di tornare a cantare in inglese?

Non è stata una vera e propria scelta. Da un po’ di tempo, mettendomi a scrivere, la mia ispirazione andava immediatamente verso un mondo più internazionale e, siccome di mia indole tendo a seguire le sensazioni senza farmi troppe domande, non ho opposto resistenza nemmeno in questo caso.

Pensi sia cambiata in qualche modo la tua musica, il sapore del tuo sound, da “SILVER” pubblicato nel 2016?

L’album SILVER rappresenta un percorso, il mio percorso nella musica, che mi ha portato ad essere ciò che sono oggi: in quel disco ho racchiuso nel disco anni di pubblicazioni e qualche inedito in quanto ne sentivo la necessità. “Let me fall in love” è lo step successivo, è come sono io oggi, il mio presente che già domani magari sarà diverso, chissà…

Silver Let me fall in love
“Let me fall in love” è frutto della collaborazione tra Silver, autore, e Fabio D’Amato, compositore, il cui arrangiamento si amalgama con crescente intensità all’evolversi del brano.

L’ambiente musicale non è sempre tenero con i talent. X Factor è stata un’esperienza rivelatasi fondamentale per te?

Premetto che io stesso, prima di entraci, ero molto scettico nei confronti dei talent, li ho sempre visti un affare televisivo che poco c’entrava con la musica. Ho cambiato idea dal momento in cui ho vissuto l’esperienza dall’interno, al fianco di artisti come Morgan che della musica si cibano, ho avuto modo di apprezzarne le qualità positive. La musica è innanzitutto comunicazione e può essere veicolata anche attraverso la televisione; la cosa importante è che i protagonisti dei talent mettano la musica al primo posto.

In cosa è cambiato il Silver di oggi rispetto a quello di X Factor?

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Quello che sono oggi non è altro che il risultato di tutte le esperienze che ho avuto la fortuna di vivere fino ad ora, passando quindi anche attraverso X Factor e soprattutto attraverso le persone con le quali il mio percorso si è incrociato. Non sono in grado di valutare il mio grado di cambiamento, quello che so è che il cambiamento è qualcosa di indispensabile e non mi tiro di certo indietro davanti alla possibilità di sperimentare qualcosa di nuovo.

A differenza di (non pochi) vincitori di talent, sei riuscito ad importi rivelandoti una realtà di fatto del panorama musicale Italiano. I tuoi coinvolgimenti in numerosi progetti di grande rilievo ne sono di fatto la dimostrazione. Qual è la cosa più difficile del fare musica oggi?

Credo che la cosa più importante, in questo mestiere come in tutti, sia non perdere l’entusiasmo, è una caratteristica fondamentale se si vuole sperare di raggiungere i propri obiettivi. Quando l’entusiasmo si affievolisce, allora è il momento di apportare un cambiamento in se stessi o attorno a se stessi. L’altro tassello di grande rilevanza per il proprio percorso artistico passa attraverso il team che ti affianca; mi sento molto fortunato di avere al mio fianco persone amiche, appassionate, competenti e di cui posso fidarmi.

Siamo in clima sanremese. Ti piacerebbe calcare quel palco?

In occasione di alcuni eventi ho avuto modo di esibirmi più volte sul palco dell’Ariston, ma ovviamente il Festival è un’altra storia. Senza dubbio sarebbe un sogno! Quest’anno ho partecipato alle selezioni e sono stato felice di essere tra i 68 artisti su 650 che hanno avuto la possibilità di esibirsi davanti al direttore artistico Claudio Baglioni negli studi Rai di Roma. Purtroppo i posti disponibili erano soltanto 8… ci riproveremo, la musica non si ferma. Intanto quest’anno sarò nella città dei fiori per alcune situazioni parallele al Festival.

Con chi ti piacerebbe poter collaborare nel panorama nostrano?

Il cantautorato nostrano fa parte della mia playlist e mi piacerebbe collaborarvi. Artisti come De Gregori e Bennato mi hanno aperto il mondo quando li ho ascoltati per la prima volta. Tra le giovani generazioni di cantautori, invece, Cesare Cremonini attira particolarmente il mio interesse, non esclusivamente per la parte autorale, ma anche per l’attenzione che presta agli arrangiamenti delle sue composizioni.

“Let me fall in love” è il preludio ad un nuovo album… tutto in inglese?

Come dicevo tendo a mettere in musica quello che il mio istinto suggerisce e in questo ultimo periodo il mood internazionale è molto presente. Stiamo lavorando per dare la giusta forma al tutto e non vedo l’ora di poterne condividere l’evoluzione.

di Sacha Lunatici (photo credits Chiarda Sardelli)

Ascolta “Let me fall in love” di Silver:

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