Intervista con l’attore Andrea Dianetti: il web, gli amici e la… “Claustrofobia”

Un’altra sfida importante per Andrea Dianetti che da questa sera sarà in scena al Teatro de’ Servi di Roma con lo spettacolo “Claustrofobia” di Gianni Quinto fino al prossimo 13 maggio.

Artista poliedrico, con una predilezione per la recitazione e la conduzione, Andrea si è fatto conoscere al grande pubblico nel 2005, grazie alla scuola televisiva più famosa del piccolo schermo “Amici di Maria De Filippi”. Dopo quell’esperienza ha cercato una sua identità multiforme nel mondo dello spettacolo tra teatro, cinema, tv e, soprattutto, trovando un posto al sole nel web, tanto da farlo diventare uno dei personaggi più seguiti.

Lo abbiamo incontrato a poche ore dal debutto nella Capitale di “Claustrofobia” che lo vedrà sul palco insieme a Gabriele Carbotti e Fabrizio D’Alessio (LEGGI ANCHE: Al Teatro de’ Servi “Claustrofobia”, la black comedy che toglie il fiato).

“Claustrofobia”, una ‘black comedy’: cosa ci aspetta?

Uno spettacolo diverso dal solito, dove una storia apparentemente semplice tirerà fuori aspetti dell’animo umano in cui ognuno può riconoscersi. Se si ride? Tanto.

Siete un trio collaudato: con Fabrizio D’Alessio e Gabriele Carbotti avete già condiviso il palco in altri spettacoli. Quanto è importante l’affiatamento dietro le quinte e sul palco?

Fondamentale direi! Sul palco ascoltarsi è tutto e, come nelle coppie ben collaudate, ci si ascolta solo se c’è affiatamento.

Gabriele ha partecipato a Saranno Famosi, Fabrizio è fidanzato con Federica Capuano (Amici 6), Adriano Bettinelli (Amici 8) è il tuo coinquilino… Amici ti “perseguita”! Scherzi a parte, quanto sei legato a quell’esperienza?

Molto, soprattutto perché mi è capitato spesso di tornarci in veste di “professionista”, cresciuto insomma.
Comunque non solo Federica è la mia migliore amica, ma Adriano anche. Ho fatto un affarone direi! (ride n.d.r.).

 

Un post condiviso da ANDREA DIANETTI (@andreadianetti) in data:

Il tuo talento ha trovato modo di esprimersi anche sul web, dove sei molto seguito. Quando hai capito che era una canale che potevi sfruttare per farti conoscere?

Una cosa che amo da sempre è confrontarmi con il pubblico, inventarmi qualcosa che possa stupirlo. Quando ho capito che i social avrebbero potuto darmi questo tipo di stimolo, ho preso la palla al balzo!

Di social ti sei occupato a “Detto Fatto” su Rai 2: come è stata questa esperienza?

Molto bella! Un team affiatatissimo che mi ha fatto subito sentire a casa. Era un ruolo molto più complicato di quello che arrivava a casa. Spero di poterlo ripetere.

Non pensi che ormai ogni trasmissione dovrebbe avere uno spazio dedicato al mondo del web?

Non tutte, ma la stragrande maggior parte sì. Ormai è un aspetto che non si può ignorare.

Le hai tutte te: vieni da un talent e sei conosciuto sul web. Hai mai avvertito un atteggiamento snob durante un provino o su un set?

Sì è capitato, ma più in passato. Diciamo che ora, spesso, cercano talenti provenienti propsio dal mondo del web.

Domanda “ansia”: preferisci un milione di follower o il tutto esaurito ogni sera per “Claustrofobia”?

Ahi… mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Bella domanda, maledetto.

Per concludere… ma tu, alla fine, soffri di claustrofobia?

Poco, niente di che. Ma vedrete che a teatro ne avrete e come!

di Sacha Lunatici (photo credits Instagram)

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