Un nuovo caso per Hercule Poirot: Il mistero dei tre quarti

Quando nel 1975 Agatha Christie uccise Hercule Poirot, il detective belga che ha contribuito non poco ad arricchire il suo stile di vita, a tutto avremmo creduto, meno che di ritrovarcelo in splendida forma alle prese con le sue amate indagini nel romanzo Il mistero dei tre quarti (Mondadori).

poirotA dirla tutta, l’autrice Sophie Hannah aveva già resuscitato il celebre detective nel 2014 con Tre stanze per un delitto, a cui aveva fatto seguito nel 2016 La cassa aperta. In questa terza avventura da redivivo, Hercule Poirot deve tenere a bada l’ira di quattro persone che hanno ricevuto una lettera in cui il detective li accuserebbe della morte di un tale Barnabas Pandy. Lettera che Poirot ammette di non aver mai scritto. Chi è Barnabas Pandy? Chi sono le quattro persone accusate del suo omicidio? Che legame c’è tra loro? E perché coinvolgere proprio Poirot?

Sono stati in molti a storcere il naso quando, cinque anni fa, venne annunciato che Sophie Hannah avrebbe pubblicato un romanzo (ovviamente con il consenso degli eredi della Christie) con protagonista Hercule Poirot. Il celebre investigatore tanto detestato da Agatha Christie era stato tolto di mezzo in modo sensazionale, ma inequivocabile, a differenza di Miss Jane Marple, la simpatica zitella di St. Mary Mead protagonista di 12 romanzi e svariati racconti della scrittrice inglese, di fatto mai letterariamente “morta”, ma solo uscita di scena. 

L’affronto per i puristi e i fan più accaniti di tutto il mondo era immenso, e già solo per questo c’è da riconoscere a Sophie Hannah una notevole dose di coraggio per aver deciso di affrontare la gabbia dei leoni in modo così plateale. E il coraggio l’ha premiata. Oltre a un successo planetario mosso senza dubbio in primo luogo dalla curiosità di vedere di nuovo all’opera le celluline grige di Poirot, è da riconoscere alla scrittrice britannica una buona dose di talento narrativo, quasi mai scontato e per certi versi sulla stessa linea d’onda della sua ispiratrice (ma il meccanismo puramente giallo che ha reso celebre in tutto il mondo Agatha Christie è inarrivabile).

Sophie Hannah dimostra di aver imparato bene la lezione assegnatale, talvolta insistendo in modo eccessivo sui tic e sulle manie di Hercule Poirot. Se non un capolavoro, Il mistero dei tre quarti è senza dubbio un piacevolissimo giallo che scorre rapidamente dalla prima all’ultima pagina, con qualche colpo di scena azzeccato e uno spirito puramente ‘british’ che in alcuni momenti riesce a insinuarsi (ingannandoci con successo) nella “trama” dell’immensa ragnatela tessuta dalla più grande scrittrice di veleni e delitti mai esistita.

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