Gisella Cozzo, la regina degli spot tv: «”This is it” è un inno all’ottimismo»

Se non credi in te stesso, è difficile che gli altri credano in te”: questo il motto della cantautrice italo australiana Gisella Cozzo, conosciuta ai più come ai più come la “Regina degli spot televisivi”.

La sua voce entra nelle case degli italiani dagli anni Novanta con Joy (I feel good, I feel fine”), nota colonna sonora dello spot della Coppa del nonno. E non solo: tra le altre pubblicità televisive, Gisella ha prestato la voce per Coca Cola, Levi’s, Chante Claire, Rio Casa Mia, Poste Italiane e molte altre ancora.

Gisella Cozzo ha da poco pubblicato il singolo “This is it”, accompagnato da un video realizzato a Melbourne con la regia di Bencu (Ben Cunningham, noto regista australiano). Il brano, fresco, positivo e avvolgente, parla della realizzazione dei desideri che fanno parte di ciascuno di noi.

Come nasce il brano“This is it” di cui sei anche autrice?

Questo brano nasce dall’esigenza profonda di esprimermi attraverso la musica, che è il mezzo con cui da sempre condivido i miei pensieri e le mie emozioni. La fonte d’ispirazione è stato mio figlio che studia all’estero. Volevo dargli un messaggio d’incoraggiamento che è rivolto un po’ a tutti: credere nei propri sogni e in se stessi.
Questo brano parla del potere della fiducia e invita ad avere un atteggiamento positivo nella vita.

Pensi ci sia un pessimismo dilagante?

Sì, c’è molto pessimismo e negatività. Ci sono delle circostanze che possono portare ad avere questo atteggiamento ma bisogna reagire; credo che una delle soluzioni sia essere positivi e svegliarsi con un sorriso.

gisella cozzo this is it
(photo credit Angelo Trani)

La canzone è accompagnata da un videoclip molto bello.

Innanzitutto la produzione è stata fatta in Australia, con un produttore e dei musicisti australiani. Il video è girato a Melbourne, la mia città natale. Dopo tanti anni ho sentito il desiderio di un ritorno alle origini: è stata un’esperienza molto forte, davvero bella.

Figlia di italiani, sei nata in Australia ma cresciuta anche artisticamente in Italia.

Dopo aver vinto a 16 anni un talent show in Australia ho cominciato ad aprire i concerti di cantanti australiani e italiani, come Kamahl, Eros Ramazzotti, Marcella Bella, Pupo, Pooh. Successivamente ho fatto delle tournée in Italia e diciamo che da lì è iniziata la mia vita artistica, collaborando soprattutto con alcuni musicisti nel campo della musica per pubblicità, colonne sonore e fiction.

Che influenza ha avuto nella tua musica la cultura del nostro paese?

Mio padre conduceva un programma “Carosello” dove ospitava artisti italiani emigrati in Australia, mia madre è un’attrice, quindi in famiglia si è sempre respirata l’atmosfera del mondo dello spettacolo. Per non parlare della musica: i miei genitori mi facevano ascoltare la musica anni ’70 di Adriano Celentano, Mina e Massimo Ranieri. La formazione musicale italiana, naturalmente, si è amalgamata con quella australiana: sono cresciuta con gli INXS e AC/DC. Un mix pop/rock che ancora oggi influenza il mio modo di comporre.

Sei conosciuta come la regina delle colonne sonore, sopratutto per quanto riguarda gli spot. Come sei capitata a lavorare in questo ambito?

Negli anni ’90 ho iniziato a collaborare con i fratelli La Bionda per una pubblicità della Coca Cola e da allora, per venti anni, ho lavorato costantemente con il mondo della pubblicità. Molti jingle o canzoni sono entrate nell’immaginario collettivo, come quelle composte per La coppa del nonno, Chante Claire, Rio Casa Mia e tante altre ancora. E’ stata come una giostra per me, perché salivo e scendevo da diversi mondi artistici. Un’esperienza che mi ha fatto crescere dal punto di vista della creatività

In che modo si può mantenere la propria identità musicale collaborando con dei brand?

Quando questi brani diventano delle hit intramontabili alla fine ti rappresentano come interprete e ti identificano. “I feel good, I feel fine” scritta per La Coppa del nonno è un mio brano ed è stato un bel trampolino di lancio.

C’è un brano a cui sei particolarmente affezionata?

Sicuramente proprio “I feel good, I feel fine” che ho scritto insieme ad Antonello Aguzzi di Elio e le Storie tese e Luciano Ripamonti. Mi ricordo che nel 1995 era stata inserita nel primo volume di “Linus dieci & lode” e mi è stato chiesto di ampliare il jingle facendolo diventare un brano vero e proprio.

C’è un rimpianto in tutti questi anni di carriera?

Non mi piace fare queste riflessioni: credo che se una persona in un determinato momento decide di non fare una scelta, un motivo c’è. Rifarei tutto quello che ho fatto, perché ho collaborato con tanti grandi artisti in tutto il mondo. Sono stata fortunata per tutte queste opportunità e spero di averne ancora altre.

“This is it” fa parte di un progetto più ampio?

Questo brano farà parte di un album che uscirà il prossimo anno. Quando compongo e scelgo le canzoni anche di altri ho bisogno di tempo, perché devo sentirle mie. Mi piacerebbe inserire anche dei brani in italiano. L’ottimismo e la leggerezza sarà il filo conduttore di tutti i pezzi dell’album.

Guarda il video di Gisella Cozzo “This is it”:

 

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