Amore, amicizia e piccoli drammi di vita: in scena al de’ Servi “La Fame”

Dal 5 al 7 novembre, al Teatro de’ Servi di Roma è andata in scena “La Fame”, storia d’amore e d’amicizia e di piccoli drammi di vita. Il tutto legato da un ‘fil rouge’ comune: il cibo.

Massimiliano Aceti ha aperto il sipario del de’ Servi con uno spettacolo divertente e profondo, “La Fame”. Alessandro cosentini interpreta Sandro, ristoratore annoiato che cerca di evadere con qualche incontro amoroso. Tra i vari appuntamenti ci sarà quello con Michela (Chiara Vinci), aspirante attrice, con tanta voglia di fare e altrettante paure, che l’hanno spinta nel vortice della bulimia. 

L’incontro tra Sandro e Michela sarà ostacolato da due presenze maschili, anche loro afflitte da una relazione difficile con il cibo.

Francesco Aiello è Daniele, anche lui aspirante attore come Michela, nonché suo coinquilino. Il suo amore per il teatro, la sua ansia di arrivare dove ha sempre desiderato, lo portano a chiudersi in sé e a non mangiare più. Per Sandro incontrare Daniele non sarà piacevole, ma la situazione toccherà il fondo quando a casa di Michela si presenterà anche il suo ex, “Il maschio”.

Interpretato dallo stesso Massimiliano Aceti, il personaggio de “Il maschio” è sicuramente il più stravagante e simbolico di tutti. 

Malato di proteine, “Il maschio” mangia praticamente solo pollo, tanto che finirà anche per parlare con loro. Affezionato ancora a Michela nonostante la loro rottura, la sua fame è quella di amore e di accettazione. Il salotto di Michela diverrà spazio di musica, poesia, dolore e speranza, quella di giovani ragazzi alle prese con il futuro.

Nutrirsi significa volersi bene. Il rapporto con il cibo è la chiave della nostra considerazione di sé. “La Fame” carica il teatro di psicologia e lo fa in modo dolce e leggero, tra una risata e un silenzio da capire.

 

 

 

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