Fabio Volo: “Ailo ci ricorda quanto è bella la natura”

Il 14 novembre in tutte le sale italiane sbarca “Ailo – Un’avventura tra i ghiacci“, primo lungometraggio firmato da un grande autore di documentari sugli animali: Guillaume Maidatchevsky.

“Ailo” – distribuito da Adler Entertainment in collaborazione con Italian International Film – racconta l’incredibile viaggio di un piccolo cucciolo di renna tra le meraviglie della Lapponia: una storia narrata da immagini uniche che mostrano la crescita di Ailo che imparerà ad affrontare con coraggio i pericoli della natura e a superare straordinarie sfide alla scoperta di un mondo bellissimo.

Ad accompagnare la narrazione Fabio Volo, con il suo inconfondibile timbro vocale che, durante la conferenza stampa di “Ailo” tenutasi a Roma, si è detto entusiasta di aver partecipato a questo progetto.

Ailo Fabio Volo

Fabio, con che spirito hai accettato questa nuova avventura?

Quando accetto di partecipare ad un progetto non deve essere solo interessante e ben fatto: sono molto condizionato dal fatto che possa andare bene per i bambini. Avendo dei figli piccoli accetto una proposta del genere con più attenzione rispetto a prima.  E poi ho pensato che sarei stato un figo per loro quando avrebbero sentito la mia voce sul grande schermo.

Cosa differenzia questo documentario da altri film che hanno come protagonisti gli animali?

La renna protagonista è un attore inconsapevole: a differenza di un classico documentario il regista non ha semplicemente seguito i movimenti delle renne ma ha narrato la storia di una in particolare. Trovo che per i bambini sia più interessante del cartone animato o del film dove l’animale “parla”: in questo caso, attraverso il grande schermo, si crea una connessione con la natura soprattutto in un momento storico in cui l’ecologia è tornata ad essere un argomento importante.

Cosa hai imparato da questa esperienza?

A parte quello che ho visto dal punto di vista estetico, sicuramente il fatto che la vita può riservarti giorni felici e altri meno. Per fortuna c’è sempre casa che ci aspetta.

Ailo fabio volo

Sei mai stato in Lapponia?

Purtroppo non mi è mai capitato ma ammetto che nei miei progetti c’era il desiderio di visitarla già prima di questa esperienza professionale. Nel documentario l’Islanda viene mostrata incontaminata in tutta la sua bellezza, un paradiso dove la natura e gli animali la fanno da padroni. Un paese che gli somiglia un po’ e che conosco molto bene è l’Islanda: ci vado da quasi 8 anni, la mia compagna è nata lì.

Che rapporto hanno i tuoi figli con la natura?

Sono dei bambini che hanno viaggiato molto. L’anno scorso, per esempio, abbiamo fatto un viaggio di due mesi lungo la Nuova Zelanda e l’Australia, posti meravigliosi dove si vive immersi nella natura. Il legame con la natura è scritto nel loro dna. Nelle vene scorre anche sangue islandese e in quella terra la natura ha una potenza incredibile: basta uscire dalla città di Reykjavík per rimanere affascinati dal ghiaccio e fuoco che si incontrano con i ghiacciai, i geyser, i vulcani, l’oceano e gli animali che vivono liberi.

Le nuove generazioni sono più attente al tema dell’ecologia?

Non credo che tutti i ragazzi siano cosi attenti: penso semplicemente che seguano un flusso che è arrivato e lo cavalchino. Magari partecipano ad una manifestazione ma quando tornano a casa accendono l’iPad o vogliono le stesse scarpe di prima. E’ sempre una questione di connessione: se sei in contatto con la natura, ti fornisce una grammatica comportamentale. Se ti trovi su una spiaggia, per esempio, sai come viverla con coscienza senza inquinarla.

Tu sei ‘green’?

La mia sensibilità ‘green’ non è dovuta al fatto che io sia più sensibile di altri. Semplicemente sono stato più a contatto con la natura viaggiando molto; poi da quando ho conosciuto la mia compagna questa attenzione è aumentata visto che in Islanda ruota tutto intorno alla natura. Viviamo a Milano che non è certo famosa per il verde ma portiamo spesso i bambini al parco, anche quando piove.

Come si fa ad essere ‘green’?

Se vuoi essere ‘green’ il primo passo lo fai al supermercato non comprando prodotti troppi inscatolati, ma è difficile. In Italia, però, non è facile avere un atteggiamento ecologico basti pensare che è uno dei paesi europei che consuma il maggior numero di bottiglie di plastica. La struttura sociale non è abituata, va creato un sistema da zero.

Cosa pensi di Greta Thunberg?

La forza di Greta credo dipenda dal fatto che non sia una quarantenne ma una ragazzina. Inoltre si è inserita nel momento giusto: prima di lei ce ne saranno sicuramente state altre ma non sono state ascoltate. Ora c’è più attenzione: Greta ha portato un’onda ma in qualche modo l’ha anche cavalcata.

Hai notato differenza tra l’educazione del nord e del sud Europa?

In molti paesi del nord Europa le madri consegnano i figli all’indipendenza, fornendo loro dei strumenti. In altri, soprattutto cattolici, i figli sono molto più dipendenti dalle madri.

Cosa guardano i tuoi figli in tv?

Oltre ai cartoni animati cerco di far guardare loro anche film e documentari. Cerco di parare un po’ i colpi perché i figli sono anche un po’ della società in cui vivono: non hanno il telefono o l’ipad. A 4 e 6 anni devono avere più dimestichezza con altre cose e pretendo che a tavola socializzino.

Seguono il tuo lavoro?

Li ho portati spesso a Radio Deejay ma non mi hanno mai visto in televisione o al cinema. Sanno che ho doppiato Po in “Kung Fu Panda” ma credo di essere diventato interessato agli occhi dei miei figli e dei loro compagni di scuola quando ho fatto un cameo nel video di Fabio Rovazzi “Faccio quello che voglio” (ride, ndr).

Progetti cinematografici o televisivi in vista?

La mia passione adesso è la radio (conduce Il Volo del Mattino su Radio DeeJay, ndr) e poi scrivere. Avendo due figli piccoli ho fatto delle rinunce per stare con loro, tra queste il cinema e la tv. Sto scrivendo il soggetto di un film e ho anche qualche idea per la tv ma non è mai il momento giusto per tornare. Rispetto a quando ho cominciato a fare tv non ci sono più i direttori di rete che rischiano: se tre puntate non vanno bene il programma viene cancellato. Ricordo che il primo anno Le iene è stato un buco nell’acqua ma c’era qualcuno che credeva nel progetto: dopo 20 anni è ancora in onda.

Guarda il trailer di “Ailo – Un’avventura tra i ghiacci”:

 

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