“1919 Fiume – Città d’Arte e di Vita” sbarca al Manzoni di Milano

Dopo il grande successo di pubblico e di critica alla Prima Nazionale all’Aurum di Pescara, lunedì 30 settembre al Teatro Manzoni di Milano andrà in scena lo spettacolo 1919 Fiume – Città d’Arte e di Vita, il racconto della straordinaria Impresa di Fiume attraverso una lezione spettacolo con racconti e nozioni sconosciute ai più.

A vestire i panni di D’Annunzio durante lo spettacolo – che metterà a confronto l’Europa uscita dalla Grande Guerra con l’Europa di oggi, risultato del nuovo ordine mondiale instauratosi a partire dal primo conflitto mondiale – sarà ancora una volta Edoardo Sylos Labini che, dal 2013, interpreta su tutti i palcoscenici italiani la complessa figura del Vate.

Dopo lo spettacolo tratto dall’Amante Guerriero di Giordano Bruno Guerri, in collaborazione con il Vittoriale degli Italiani, il d’Annunzio segreto scritto da Angelo Crespi, Sylos Labini chiude la trilogia dannunziana raccontando la straordinaria e rivoluzionaria Impresa di Fiume.

Sarà l’occasione per la grande festa di CulturaIdentità, a un anno dalla sua nascita sul solco di quello spirito fiumano che unì intellettuali e artisti: una serata su invito per i soci mecenati di CulturaIdentità, che saranno omaggiati del fumetto Gabriele d’Annunzio tra amori e battaglie (prefazione di Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani) e del mensile CulturaIdentità.

Fu la grande epopea degli artisti. d’Annunzio è una fede, Fiume la Città Santa. C’è chi lo esalta e chi critica le sue “distrazioni” (le donne, le feste, gli avvenimenti artistici e sportivi) e i suoi errori. Ma oggi nessuno può negare che l’impresa di Fiume non fu solo “il porto dell’amore” in cui si mischiarono fermenti culturali di diversa matrice, ma una rivoluzione artistica che, con la Carta del Carnaro, anticipò la politica di massa sui temi delle minoranze nazionali , l’equiparazione dei diritti e doveri dei due sessi, il divorzio, la libertà di opinione, di religione, fino all’obbligo del servizio militare femminile il suffragio universale, il sistema assistenziale e pensionistico, la libertà di iniziativa economica privata e in primis la Bellezza della nostra Arte al potere.

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